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Cars 3, l’ultimo capitolo della saga presentato da doppiatori e ideatori

Brian Fee, Kevin Reher, Sabrina Ferilli, Marco Messeri, Marco Della Noce, J-Ax, La Pina e le altri voci parlano del film.

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di Chiara Laganà | 2017-09-14 14/09/2017 ore 16:38

Il regista e il produttore insieme al cast di voci italiano in posa con Saetta © Luca Dammicco

Cars 3 è il terzo film della saga delle macchine di Pixar, è stato presentato a Roma dal regista Brian Fee, dal produttore Kevin Reher e dalle voci italiane.

Cars 3 è, secondo alcuni, il migliore della saga, il film parla anche del saper ritirarsi e al cambiamento:

“Per me il film è legato al cambiamento, nel mio caso ho portato la mia esperienza di padre. Ho due figlie e non sono più la stessa persona, sono concertato sul loro benessere, sul loro futuro, quindi non sono più la stessa persona”, spiega Brian Fee. “E io lavoro alla Pixar da 25 anni, quindi la parola pensionamento mi è vicina”, aggiunge Kevin Reher.

In Cars 3 si parla anche di sconfitta:

“Il fallimento è uno dei temi del film, fondamentalmente per noi essere felici è un successo. Lo stesso capita con Saetta McQueen. John Lassater dice sempre che ogni film ha diverse fasi, c’è sempre una fase in cui quel film è il peggiore che abbiamo mai realizzato: lavoriamo, ci rimettiamo mano… Come dice sempre Lassater, fallite, ma fatelo bene”, spiega il più giovane fra i due Fee.

“Abbiamo visto Nascar, Rush, Fast and Furious, Rocky, Karate Kid e molti altri film con tema lo sport. Mike Rich, il nostro sceneggiatore, ha scritto anche film come Un sogno chiamato vittoria e Un anno da ricordare, la parte del film, la prima è quella in cui si parla di un talento”, ha aggiunto Reher.

Le location di Cars 3 sono ispirate “in posti che abbiamo visitato, spesso mescolavamo le idee. Per esempio ognuno dei set, perfino gli alberi, sono specifici e autentici per quella parte degli States. La spiaggia è ispirata a Daytona Beach, l’altro circuito è ispirato su vari circuiti, alcuni dei quali sono chiusi, così come Rookie Garage. L’architettura e gli alberi rappresentano quei luoghi”, ha chiarito Fee.

Cars 3 ha molto della Route 66 sembra di stare a Radiator Springs. Un film come questo ha molte sfide dal processo creativo:

“Con i sequel non vuoi ripeterti, non vuoi che la gente pensi potevo vederlo in dvd a casa, quindi volevamo fare qualcosa di nuovo Nel casting, invece, abbiamo usato dieci attori, con le descrizione dei ruoli e ne abbiamo parlato con il nostro sceneggiatore. Su un trio di nomi, ne hanno scelto uno. Ci ha detto che ne preferiva uno, era lo stesso scelto da Lasseter, per la versione inglese non abbiamo avuto problemi”, spiega Fee.

“Ci piace che gli attori abbiano solo una voce, non guardiamo i loro volti, puntiamo all’extra qualità, anche perché questa voce serve agli animatori”, aggiunge Reher. “Per i personaggi secondari, inoltre, hai bisogno di voci riconoscibilissime perché non hai il tempo necessario per capire di chi si tratta”.

Cars 3 vede il ritorno di Doc Hudson, doppiato in originale da Paul Newman scomparso anni fa: “Abbiamo provato a ricrearla, usando voci simili, ma non funzionava. Volevamo che si approfondisse il rapporto che aveva con McQueen, ma in questo caso Saetta ricopre il suo ruolo. Nel primo Cars, John Lassater ha lasciato il microfono acceso, abbiamo ore e ore di registrato con Newman, quindi abbiamo letto cosa diceva e l’abbiamo legato alla storia”, spiega il regista.

“Volevamo fortemente che Doc tornasse nel film, è un titolo che va alla nuove generazioni, volevamo mostrare che relazione si sarebbe potuta creare. Per altro l’incidente di Doc è una delle paure più grandi per Saetta McQueen”, ha aggiunto Reher.

Cars 3 sarà ben accetta dai più piccoli: “Ho due figlie, di 8 e 11 anni, abbiamo spesso parlato di varie cose. I bambini temono di fare qualcosa se non riescono a portarla a tempo. Ci sono poi giochi e cose per ragazzi e ragazze, quello che per esempio mi hanno detto è che le chitarre sono da maschio! Abbiamo creato con Cruz qualcosa che i bambini capissero che tutto era possibile. Volevamo che il cartone animato fosse per tutti, che i bambini rompessero delle barriere. I bambini reagiranno a ciò che succede a McQueen”, ha spiegato il regista.

“Volevamo che il pubblico dei più giovani rispondesse al fatto che Saetta non gareggiava più”, ha concluso il regista.

Cars 3 vede uno dei nuovi personaggi, la saga continuerà? Nel film ci sono alcuni riferimenti alla Ferrari, una delle passioni dei creatori del cartone animato:

“Ho sempre sognato di avere una Ferrari, anzi una Giulia dell’Alfa Romeo”, risponde Reher. Cars si è già sdoppiato dedicando il documentario Motori Ruggenti alla passione tutta italiana per le quattro ruote.

“Abbiamo visto anche una Giulia vera, bellissimo! Non c’è ancora nulla di pronto per Cars 4, se ci sono le idee vanno discusse”, spiega Reher. “Abbiamo amato Cars e ci ha dato l’opportunità di fare un film per chi ama o per chi detesta le corse. Se c’è qualcosa da raccontare lo si fa. Questo film è dedicato a chi ama le gare, le macchine, ma anche a chi non è interessato per nulla al mondo delle auto”, ha spiegato Reher.

La Nascar oggi è legata al mondo femminile, Sebastian Vettel, il pilota della Ferrari non prende parte al film:

“Lewis Hamilton ha adorato prendere parte a Cars 2 e ci ha telefonato per chiederci se poteva partecipare a Cars 3 e gli abbiamo detto sì. Sebastian Vettel non ha telefonato”, scherzano i due autori. “Lewis voleva partecipare e non abbiamo le macchine di Formula 1 in questo film e gli abbiamo fatto doppiare un computer”, ha spiegato Reher.

“Quando è venuto, ha pranzato con noi mangiando un’insalata, mentre io mangiavo una pizza e mi ha chiesto com’era. Gli ho offerto un pezzo, ma mi ha detto che doveva perdere peso, è non è un ragazzo che deve perdere chili! Ma doveva perdere dieci chili per migliorare la sua aerodinamicità”, ha raccontato Fee.

La parola passa alle voci italiane di Cars 3: Sabrina Ferilli, Pino Insegno, La Pina, Dj-Ax, Marco Messeri, Marco Del Noce, Ivan Capelli, Gianfranco Mazzoni e Ugo Pagliai.

Molti doppiatori sono alle prime armi, ormai sono super rodati. “Il mio personaggio è facile da interpretare, sono il telecronista delle gare del film, io e Ivan Capelli da vent’anni commentiamo in Rai i GP di Formula 1, per noi è stato abbastanza facile, è la nostra vita, ma il cartone animato è bello, ed è stata un’esperienza fantastica e unica. Tutti quanti siamo entrati nel mondo Disney da bambini farne parte è bellissimo”, il primo a rompere il ghiaccio è Gianfranco Mazzoni.

Gli fa eco Ivan Capelli: “Ho rivisto tutta la mia vita in questo film, sono stato pilota, nel ’93 ho corso con la Ferrari, ho avuto un apice e mi sono reinventare come commentatore tecnico, proprio come il mio personaggio. Una parte del film è realistica, nel primo si parlava di Saetta McQueen e in questo film si parla anche del ritiro dalle gare, un passaggio non facile, molto critico e ben rappresentato”.

Pino Insegno è una voce nota ai fan della Disney: “Da quando ho doppiato John Smith in Pocahontas, ho capito quanto fosse stato importante nella mia carriera. Non sei solo parte integrante di un film, sei il suo corpo, sei la sua anima, rimarrai per sempre. È un mondo che ci ha abbracciato tutti, è un’occasione per stare tutti insieme al cinema, vai al cinema con tuo figlio e piangi tu. Pixar è un’evoluzione fantastica, Inside Out, Cars, è un orgoglio e una grande gioia”.

Ugo Pagliai è la voce italiana di Doc Hudson: “Non ho doppiato molti cartoni, ma è un mondo pieno di sentimenti. Doc abbandona le corse perché è vecchio, ma nonostante la rinuncia alle corse, ha ancora un rapporto con gli altri e guida i piloti giovani. Trasmette amore in quello che fa, è un film non solo per i ragazzi anche per gli adulti. C’è una conflittualità e i sentimenti di amore e di riconoscenza”.

Anche Sally, alias Sabrina Ferilli, è molto cambiata: “Nel primo Cars, Sally era la sindacalista, poi è la fidanzata di McQueen. Sally mi piace e ai cartoni animati siamo tuti affezionati perché ci appartengono, è qualcosa che va oltre l’età e ci unisce. Sono stati fatti dei passi avanti nelle figure femminili nella Walt Disney. Non amo molto le figure alla Biancaneve, ma sono più emancipate come Sally. I cartoni si sono dunque emancipati, oggi raccontare che il lupo si maschera da nonna è difficile. La fantasia, la narrazione e l’immaginazione sono andati avanti”.

Esordio come doppiatori per J-Ax e La Pina: “Per me è un sogno che diventa realtà – spiega il rapper – amo i film della Pixar. L’annunciatore della gara del Crazy 8 è la parte più estrema del film e mi somiglia moltissimo. Sono gare con stunt car, con le macchine che si distruggono. Saetta partecipa per sbaglio, la trama di questo film è molto importante per qualcuno della mia età. Saetta inizia ad avere a che fare con rivali molto più giovani, una cosa in cui mi sono rivisto. Ho amato il film, nella scena in cui ci sono c’è anche La Pina”.

“Il casting è stato fatto in un modo incredibile, io ho visto proprio Pina. Il direttore mi ha spiegato che dovevo seguire i movimenti del personaggio, quindi non mi sono trovato spaesato, è stata un’esperienza veloce e divertente”, ha aggiunto.

Il direttore del doppiaggio è stato Massimiliano Manfredi, la voce italiana di Saetta McQueen.

La Pina scherza sul suo personaggio: “Per il mio mondo, lei è una vera principessa. È vestita di giallo perché è un ex scuola bus, è un personaggio femminile che sostegno. Mi piace perché partecipa al pari con i ragazzi, anche se è una gara di auto sgangherate è quello che succede nell’hip hop in Italia. Mi piace l’idea che ci sia un senso di tempo e il rispetto di chi è venuto prima, come diceva Sabrina è un film importante per le bambine: che hanno qualche riferimento come meno pizzi, qualche adesivo in più. Sembra stupido, ma ha un significato importante”.

“Mi capita spesso di spaccare tutto, come il mio personaggio ho un grande cuore, se c’è da fare la gara, la faccio, ma riesco anche a stare vicino a qualcuno. Ho sempre fatto cose da maschio e gli ho fatto vedere i sorci verdi”, ha aggiunto.

Anche Cricchetto è cambiato: “La sua origine è legata a Tu la conosci Claudia? in cui facevo uno che aveva un carro attrezzi. Sono stato premiato dai doppiatori, io che non lo sono”.

Marco Della Noce parla del suo personaggio Luigi: “Grazie a Cars, sono diventato l’idolo dei miei figli. L’evoluzione di Cars 3 è spettacolare, sono riusciti a fare una storia che non riuscivo a pensare neanch’io… non so cosa fumano in America. Per l’ennesima volta si capisce che un campione lo diventa solo grazie all’aiuto degli altri. Questo film veramente è ad alti livelli, per bambini e adulti”.

Luigi fa coppia con Guido, doppiato da Alex Zanardi, purtroppo assente alla conferenza stampa:

Cars 3 vi aspetta al cinema.

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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