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Come un gatto in tangenziale, si sorride parlando di periferia

Dal 28 dicembre al cinema, con Paola Cortellesi e Antonio Albanese diretti da Riccardo Milani. Ambientata a Bastogi, quartiere della Capitale

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di Chiara Laganà | 2017-12-22 22/12/2017 ore 20:13

Paola Cortellesi e sullo sfondo Bastogi, il quartiere dove è stato girato il film Come un gatto in tangenziale © Claudio Iannone

Come un gatto in tangenziale è l’ultima commedia di Riccardo Milani con Paola Cortellesi e   e vi farà morire da ridere. Dal 28 dicembre al cinema ritrovate la strana coppia formata dalla coatta Monica e dal “fine pensatore” Giovanni fare i conti con l’amore fra il figlio di lei, Alessio, nato e cresciuto a Bastogi, periferia Nord-Ovest di Roma, e Agnese, la figlia di lui che vive a Roma in pieno centro storico.

Riccardo Milani ha portato sullo schermo un film divertentissimo ed esilarante, parzialmente girato a Bastogi, la periferia fra Torrevecchia e Boccea che è stata spesso protagonista di storie di cronaca. Qui la troupe e i protagonisti del film hanno trovato una vera e propria famiglia negli abitanti del quartiere. Tanto che Come un gatto in tangenziale può contare anche su molti “locali” fra i suoi protagonisti, in primis le due gemelle Sue Ellen e Pamela, nomi presi in prestito da Dallas e fan sfegatate di Franca Leosini e delle sue Storie Maledette.

Al regista Riccardo Milani è accaduto qualcosa di molto simile a quello che è successo a Giovanni  in Come un gatto in tangenziale:

“Una delle mie figlie, di 14-15 anni, ha avuto una storia d’amore con un ragazzo di Bastogi, ho avuto una reazione simile a quella di Antonio nel film. Inoltre, mentre stavo montando il mio primo film, accanto a me, stavano montando la docufiction Residence Bastoggi”.

Riccardo Milani ha firmato insieme a Paola Cortellesi, Furio Andreotti e Giulia Galenda la sceneggiatura di questa commedia super riuscita e ancora prima di scriverla ci sono stati moltissimi sopralluoghi nella periferia romana protagonista con l’aiuto degli abitanti. Il film narra le differenze sociali esistenti fra una donna forte di Bastogi e un uomo con una cultura e una posizione sociale migliore:

“La distanza sociale fra chi frequenta Coccia di Morto e Capalbio (le due località balneari scelte da Monica e Giovanni, ndr) è trasversale. Quanto sia economica e spesso ci crei difficoltà frequentare gli stessi posti di chi vive in periferia”.

Uno dei punti emersi dalla commedia è che la contaminazione fra questi mondi e anche delle anime diverse della periferia è quasi impossibile, a questo si oppone il giovane amore di Alessio e Agnese interpretati dai due giovanissimi attori Alice Maselli e Simone De Bianchi.

Totalmente contraria alla contaminazione è la madre snob di Agnese, da anni trasferita in Francia dove per lavoro fa “la profumiera”, a interpretarla è l’attrice milanese, Sonia Bergamasco:

“Vivo da vent’anni a Roma, ma non ero mai stata e non avevo mai sentito parlare di Bastogi, ho detto a Riccardo Milani che sono nata e cresciuta a Cutiotto, periferia milanese, ma ho un look diverso e so di cosa si parla. Bastogi sconcerta che sia dietro l’angolo, non lontano dal centro di Roma”.

È borgatara e orgogliosa di esserlo, invece, Paola Cortellesi, l’attrice romana è originaria della Massimina;

Sullo schermo si consolida la coppia comica formata dall’attrice romana e da Antonio Albanese:

“Lavorerei con lui sempre, ci siamo conosciuti meglio dopo Mamma o papà e siamo partiti a un livello di conoscenza maggiore, abbiamo formato una coppia ed è bellissimo”. Anche per il collega, l’intesa è cresciuta dopo il primo film: “È un’intesa dci sguardi, gestualità. Con Paola, poi, abbiamo un modo di lavorare simile. Posso dire che mi sono innamorato di lei e abbiamo avuto anche dei rapporti”, scherza il comico milanese.

Come un gatto in tangenziale ha coinvolto gli abitanti di Bastogi, molti sono apparse come comparsa (sono i frequentatori del lido a 3 ore di macchina Coccia di Morto) e sono serviti anche per la stesura della sceneggiatura:

“Siamo andati lì e abbiamo incontrato gli abitanti, ci hanno accolto e raccontato le loro storie, alcune erano molto dure. Con il loro modo di raccontare, con quella romanità risultano divertenti. Abbiamo anche preso alcuni personaggi da Bastogi: le due gemelle le abbiano aggiunte dopo in sceneggiatura e le amiche di Monica vivono lì”.

Come un gatto in tangenziale vi farà sbellicare dalle risate e come molte commedie porta in sé anche la giusta dose di sentimenti:

“A me piace vedere e realizzare film con sentimenti ed emozione, la retorica ha fatto tabula rasa di tutto questo. A me è piaciuto raccontare questa storia d’amore, penso che non è azzardato farlo. Penso che nel mio Paese il problema sia nostro, penso di odiare chi ha creato la parola buonismo ed essere contro ha creato uno stronzismo che non sopporto”.

Una delle scene più esilaranti vede la strana coppia Albanesi-Cortellesi al cinema alle prese con un film armeno in lingua originale: entrambi gli attori sono appassionati a ogni tipo di cinema. L’attore milanese ha raccontato un bellissimo aneddoto che lo vede protagonista:

La romana è una spettatrice onnivora: “Ci sono alcuni cinema, nei quali a causa del mio essere borgatara, dove mi sento giudicata, ma frequento anche i cinema di periferia dove si fa di tutto in sala”.

Per il regista, invece, “il cinema deve tornare a essere popolare, ha una funzione popolare” che si è ahimè dimenticata.

Monica condivide l’appartamento in uno stabile senza ascensore con le due gemelle che meritano uno spin-off, entrambi sono fan di Franca Leosini e di Storie Maledette e parlano all’unisono come Elias e Tisini, indimenticabile coppia di “secchione” dei Ragazzi della 3ª C. La giornalista Leosini compare anche in un cameo:

“Franca e io siamo amiche, è la prima volta che accetta di fare un cameo. Siamo diventate amiche anche perché la imitavo. Io sono una leosiner, amo il suo programma”.

La giornalista è per Albanese “una vera divinità”, e ricorda che nella scena girata a Capalbio: “È scesa da questo pezzo di macchia mediterranea come una star anni 80, come Christine McVie dei Fletwood Mac”.

Divertentissimo, forse il migliore dei film diretti da Riccardo Milani, Come un gatto in tangenziale vi aspetta al cinema dal 28 dicembre distribuito da Vision Disribution ed è consigliatissimo da noi di RadioColonna.

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A proposito dell'autore

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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