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É morta Marina Ripa di Meana, combatteva contro il cancro

Era malata da oltre 16 anni. Aveva 76 anni. Ad annunciare la notizia della morte per primo è stato il sito Dagospia.

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di G.I. | 2018-01-6 5/01/2018 ore 17:55
(ultimo aggiornamento il 6 Gennaio 2018 alle ore 16:37)

È morta Marina Ripa di Meana. Aveva 76 anni. Dagospia riporta che la donna aveva confidato agli amici che “avrebbe festeggiato il suo ultimo Natale”. Festività che uno dei volti più noti della tv ha passato con la famiglia.

È stata moglie di Alessandro Lante della Rovere, prima di risposarsi con Carlo Ripa di Meana.

Da oltre 16 anni combatteva contro il cancro. Le terapie a cui si era sottoposta le avevano sciupato il volto. Questo non l’ha frenata e si è presentata nei salotti tv, che era solita frequentare, con un velo.

Personaggio tv, scrittrice, trasgressiva e provocatrice, vero nome Maria Elide Punturieri, amica di Alberto Moravia e degli artisti Mario Schifano e Tano Festa, ha sposato in prime nozze il duca Alessandro Lante della Rovere, da cui ha avuto Lucrezia; negli anni Settanta ha avuto una tormentata relazione con il pittore Franco Angeli. Dopo il divorzio dal conte Lante della Rovere, ha sposato il marchese Carlo Ripa di Meana: testimoni della sposa erano Moravia e Goffredo Parise, testimone dello sposo il leader socialista Bettino Craxi.

Ha scritto alcuni libri autobiografici, fra cui I miei primi quarant’anni (Mondadori 1984: ne è stato tratto un film diretto
da Carlo Vanzina), La più bella del reame (Sperling & Kupfer 1988, il film è di Cesare Ferrario) e Invecchierò ma con calma (Mondadori 2012, sui suoi settant’anni).

Dalla fine degli anni ’70 ha cominciato sempre più spesso ad apparire in tv, ha avuto un piccolo ruolo nel film Assassinio sul Tevere. Dopo aver fatto da valletta a Maurizio Costanzo, ha partecipato come opinionista o protagonista di trasmissioni ponendo temi come la tutela del paesaggio, l’esaltazione del bello e della difesa degli animali. Dagli anni Novanta ha partecipato a svariate campagne contro lo sterminio dei cuccioli delle foche, contro l’uso per moda e vanità delle pelli e delle pellicce, contro le corride, contro gli esperimenti nucleari francesi nell’atollo di Mururoa.

Nel 2009 ha partecipato come concorrente al reality show La fattoria condotto da Paola Perego con Mara Venier; nello stesso anno ha preso parte a una puntata della terza stagione della fiction I Cesaroni, trasmessa anch’essa su Canale 5, in cui ha interpretato sé stessa.

Nata e cresciuta a Reggio Calabria, scrive Wikipedia, dopo gli studi comincia a lavorare come stilista aprendo un atelier di alta moda in piazza di Spagna, a Roma, insieme con l’amica Paola Ruffo di Calabria, più tardi principessa di Liegi e divenuta poi, dal 1993 al 2013, regina del Belgio.

Diventa quindi una delle protagoniste della vita mondana di Roma dagli anni sessanta in poi. Sale alla ribalta della cronaca sposando a Roma il 10 giugno 1964 Alessandro Lante della Rovere, appartenente all’importante famiglia aristocratica romana, da cui ha avuto una figlia, Lucrezia, divenuta una nota attrice. Frequenta gli ambienti altolocati della nobiltà capitolina, le cui vicende in quegli anni si intrecciano con quelle raccontate ne La dolce vita di Federico Fellini.

Conosce Moravia e Pasolini, è vicina agli artisti della Scuola di Piazza del Popolo, amica di Mario Schifano e Tano Festa, negli anni settanta ha una tormentata relazione extraconiugale con il pittore Franco Angeli, sulla quale scriverà un libro, Cocaina a colazione (2005), raccontando di essere arrivata a prostituirsi per poter comprare la cocaina al suo amante. Successivamente divorzia da Alessandro Lante della Rovere e intraprende una serie di relazioni sentimentali, non ultima quella con il giornalista Lino Jannuzzi, di cui dà conto nel suo best seller I miei primi quarant’anni.

Ad annunciare la notizia della morte per primo è stato il sito Dagospia.

La vita di Marina RIpa di Meana aveva ispirato il film “I miei primi 40 anni”, del 1987, diretto da Carlo Vanzina.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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