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Puoi baciare lo sposo, la commedia sulle unioni civili al cinema

Ce lo presentano i protagonisti: Salvatore Esposito, Cristiano Caccamo, Monica Guerritore, Diego Abatantuono, Diana Del Bufalo, Beatrice Arnera e Dino Abbrescia. Dirige Alessandro Genovesi

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di Chiara Laganà | 2018-02-27 27/02/2018 ore 20:58

Puoi baciare lo sposo, il film sulle unioni civili dal 1° marzo al cinema

Puoi baciare lo sposo è una commedia sui matrimoni gay e come (ancora??) possano sconvolgere qualcuno. Sarà al cinema il prossimo 1° marzo ed è stato presentato oggi dai suoi protagonisti:  Salvatore Esposito, Cristiano Caccamo, Monica Guerritore, Diego Abatantuono, Diana Dal Bufalo, Dino Abbrescia e Beatrice Arnera. Il film è liberamente ispirato alla commedia di Broadway My Big Gay Italian Wedding.

Protagonisti di Puoi baciare lo sposo, Paolo e Antonio, una coppia di ragazzi italiani che convive da anni a Berlino e si sta per unire in matrimonio. Paolo (Salvatore Esposito) e Antonio (Cristiano Caccamo) hanno però deciso di sposarsi in Italia… perché a Berlino sarebbe troppo facile. Antonio vuole sposare Paolo nella sua città natale, ma prima c’è un problema: deve dirlo ai suoi genitori.

Salvatore Esposito si allontana ancora di più dal suo ruolo di Genny Savastano e veste i panni di Paolo che ha già confessato alla madre la sua omosessualità e si prepara a vivere insieme al suo amato Antonio:

“Tutt’altro genere… anche cinematografico, per me è stata una scelta facile dal punto di vista artistico perché Alessandro e il film Puoi baciare lo sposo mi davano la possibilità di raccontare un altro personaggio, un’altra storia e un altro mood rispetto a Gomorra. Speriamo che la mia volontà quella di emozionare con un personaggio, totalmente diverso, arrivi al pubblico”.

Cristiano Caccamo interpreta, invece, Antonio, il ragazzo che non viene accettato dal padre, come si sarebbe trovato in una situazione simile:

“Non mi sono mai trovato in una situazione del genere… sicuramente è complicato affrontare un cambiamento così grande. Un matrimonio di mezzo non è facile per nessuno. È giusto come ha fatto il mio personaggio comunicarlo alla prima presa di coscienza di questa cosa e avere il coraggio di comunicarlo ai suoi genitori”.

I suoi genitori nel film hanno il volto di Monica Guerritore e Diego Abatantuono nelle doppie vesti di padre e sindaco della città dove si dovrebbe celebrare l’unione civile (Civita di Bagnoregio). Il padre non riesce ad accettare l’omosessualità del figlio:

“È una persona molto simile a quelli che si trovano per strada che razzolano bene, ma che si trovano di fronte a delle scelte. È facile raccontare come si dovrebbe fare, è più difficile farlo quando le cose capitano a loro. Lui ha un figlio gay, che sulla carta non è un problema, ma quando ce l’ha in casa diventa un problema. È metaforico per l’immigrazione, lui racconta all’inizio del film di essere aperto, poi si trova ad avere il problema in casa e diventa molto simile a come molte persone reagirebbero, ma per fortuna c’è un lieto fine cosa che non succede spesso in queste storie”.

Contrariamente al suo personaggio, Diego Abatantuono non avrebbe avuto nessun problema in una situazione del genere.

La madre di Antonio, interpretata da Monica Guerritore, si batte per il figlio:

“Sono contenta che Alessandro mi abbia proposto questo ruolo, cito Meryl Streep che il mestiere dell’interprete sia calarsi nelle persone che sono diverse da noi. Attraverso questa storia fa sì che le persone che si trovano nella stessa situazione abbiano meno paura quando le cose arrivano e sono nuove. Con la commedia, le unioni civili diventano un fatto normale”.

Il regista Alessandro Genovesi ha anche firmato la sceneggiatura:

“Ho deciso di fare questo film per creare una normalità per cui il fatto che oltre storie ‘etero’ che siamo abituati a leggere in libri e vedere in film e fiction TV, se il cinema ha questa funzione di normalizzazione delle storie d’amore per me, ecco, questo è un passo avanti”.

Un’unione che spesso non è ben accetta, come dimostra il personaggio del papà di Antonio:

“Più che dalla società, qui la società è rappresentata dal padre, un sindaco per altro liberale, quindi di larghe vedute però nel momento in cui si trova ad accettare una diversità in famiglia entra in crisi. È un principio classico del cinema perché parte da Indovina chi viene a cena con sviluppi diversi. Volevo raccontare il tutto in modo parodistico, gli attori non sono mai macchiette, non è una farsa. Si ride di un argomento senza prenderlo in giro”.

Chiudono il cast Diana Dal Bufalo, la coinquilina della coppia Benedetta, l’ex di Antonio, Camilla, interpretata da Beatrice Arnera e Dino Abbrescia, Donato autista di corriere a cui piace vestirsi da donna.

“Benedetta è molto simile a me, più di quello che immaginavo. Non mi faccio le canne, sono anti vizi, ma nella personalità siamo uguali: è spensierata, carina, dolce. Questa sua natura viene fuori quando s’innamora e lascia dietro gli stereotipi della società”.

“Camilla è una pazza schizofrenica, innamorata di Antonio, ma non accetta il fatto che si stia per sposare e sia innamorato di Antonio, sono un po’ la cattiva di questa storia”.

Puoi baciare lo sposo vi aspetta al cinema dal 1° marzo, distribuito da Medusa Film.

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A proposito dell'autore

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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