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Nelle pieghe del tempo, il film Disney presentato dal cast e dalla regista

È in sala dal 29 marzo, ispirato all’omonimo libro del 1962, realizzato dalla creatrice del #MeToo. Con Oprah Winfrey, Reese Witherspoon e Mindi Kaling

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di Chiara Laganà | 2018-03-30 30/03/2018 ore 13:00

Oprah Winfrey è la signora Quale, la donna più saggia del mondo in Nelle pieghe del tempo © Atsushi Nishijima, 2017 Disney Enterprises, Inc. All Rights Reserved

Nelle pieghe del tempo è l’ultimo film Disney, ispirato all’omonimo libro di fantascienza scritto nel 1962 da Madeleine L’Engle. In Nelle pieghe del tempo, Meg Murry (Storm Reid) non si rassegna alla perdita del padre, scomparso durante uno dei suoi esperimenti. Il fratellino Charles Wallace presenta a lei e a un suo compagno di scuola, Calvin, tre guide celestiali che aiuteranno Meg e Charles a ritrovare il proprio padre.

I tre guidati dalla signora Cos’è (Reese Whiterspoon), signora Chi (Mindy Kaling) e signora Quale (Oprah Winfrey) viaggeranno nelle pieghe del tempo. Il film è stato realizzato da Ava DuVernay, la prima donna afroamericana a essere nominata agli Oscar e che ha fondato il movimento #MeToo. Il cast ha presentato il film durante un Google Talk.

Nelle pieghe del tempo è un film che mette a centro le donne, Meg Murry non ha bisogno di nessun cavaliere che la salvi, la madre (Gugu Mbatha-Raw) è un’astrofisica come il padre, Ava DuVernay è stata contattata direttamente dalla Disney per realizzare il film:

“Prima di tutto vorrei sottolineare, parlando delle donne nel libro, che Gugu Mbatha-Raw non interpreta solo sua madre, ma è un’astrofisica, la dottoressa Kate Murry, volevamo sottolinearlo perché le ragazze possono partecipare alla vita, possono parlare di politica e scienza e tutto quello che vogliono. È stato interessante ricevere la chiamata della Disney, perché Hollywood spesso vuole che ci proponiamo, che proviamo il nostro valore. A volte, invece, le persone ti amano per come sei ed è successo proprio questo alla Disney”.

Ava DuVernay ha iniziato a dirigere all’età di 33 anni, un’età inconsueta per il debutto dietro la macchina da presa, ha spiegato perché alla platea di giovanissime durante un talk a Google sul film:

“È strano perché i registi iniziano quando hanno una ventina d’anni, farlo a 30 è inusuale. Quello che fai adesso non deve essere quello che facevi prima, ci sono percorsi e strade ancora da percorrere. Non rimanere bloccata, fai quello che vuoi. Molti parlano di me citando razza e gender, ma la mia storia parla anche di età, perché ho iniziato tardi a lavorare: questo prova che nulla è impossibile”.

Oprah Winfrey è la signora Quale, la persona più saggia dell’universo, un ruolo perfetto per la signora dell’entertainment mondiale:

“Questo ruolo l’ho avuto perché sono amica di Ava, non uso questo termine in modo leggero. Ho avuto la stessa amica, Gail, da quando avevamo 22 e 23 anni. Mi hanno mostrato un DVD con il lavoro che Ava ha svolto per il film The Middle of Nowhere, mi era piaciuto, l’ho cercato su Google e ho visto questa persona con cui volevo diventare amica. Aveva gli occhiali, mi somigliava, quindi ho organizzato un evento così potevamo diventarlo e ha funzionato! Quando hai un amico a cui tieni veramente, fai di tutto per supportarlo, questo è il genere di amico che vuoi, una persona che desidera qualcosa per te ancora di più rispetto a te. Volevo supportare Ava… e allora ho detto sì, vengo in Nuova Zelanda, ti guarderò gridare, azione e taglia. Ava mi ha detto, se vuoi venire, perché non leggi questa parte”.

Oprah Winfrey aveva già lavorato nel cinema, era stata Sofia ne Il Colore Viola di Steven Spielberg:

“Questo ruolo è la cosa migliore che mi potesse capitare, ho avuto una grandissima amica, una mentore e maestra: Maya Angelou. Ho letto il suo libro a 12 anni, e ho finito per diventare sua figlia, ho modellato questo personaggio su di lei e Glinda, la strega buona del Mago di Oz. Questo ruolo era un mix di entrambe e un po’ di me, quando la signora Quale arriva e dice a Meg: quello che devi fare è trovare la giusta frequenza e avere fede in te stessa, questa è la mia filosofia di vita. Ognuno ne ha una, quando trovate il vostro difetto, cose inimmaginabili vi succederanno, per questo ho amato questo ruolo”.

Reese Witherspoon, premio Oscar per Walk The Line,  aveva amato il libro da ragazzina:

“L’ho letto a 12 anni e l’ho amato, perché amo la science fiction ed esistevano pochi libri con una ragazza al centro della storia. Pensavo di essere Meg e di viaggiare all’universo e ho letto tutti i libri della saga, quando Ava mi ha chiamato ho pensato che sarebbe stato fighissimo, ma non sapevo chi avrei interpretato: le creature celestiali sono vecchissime, ma ha avuto la visione di renderle senza tempo, celestiali, intergalattiche. Sono tre donne pazzesche che ti guidano nell’universo: saggezza, divertimento e il passato”.

Sbadata, Reese è una delle più convincenti nel film, realizzato con (troppi) effetti speciali. La giovane Storm Reed è quella più colpita dalla tecnologia che c’è dietro al film, tecnologia che le ha permesso di volare:

“È stato difficile, perché devi immaginare l’immaginabile ed è davvero difficile. Ho letto il libro in prima media e non mi vedevo come Meg, è diversa da me. Quando ho ricevuto la sceneggiatura, tutto ha avuto senso: una ragazza afroamericana che viaggia nell’universo e rappresen tutte le ragazze del mondo e mi sono sentita Meg, tutti sono Meg. È determinata e forte, le ragazze spesso devono fare i conti con una parte oscura, commettiamo errori e abbiamo difetti, ma siamo umani”.

Ava DuVernay ha scelto Storm fra tantissime candidate:

“Lei era Meg, ognuno ha il proprio posto, c’è qualcosa che ti lega in famiglia, in classe o nella vita. Storm non era nel posto giusto al momento giusto, tutti i piccoli passi che l’hanno portata a essere la Meg perfetta. Se sei un’attrice, se vuoi essere importante nella tua vita, devi accrescere te stessa, così quando arriverà la tua occasione, sarai pronta”.

Gugu Mbatha-Raw è un’astrofisica, una donna che non è definita grazie al suo uomo:

“È partner egualitaria del marito, Alex, per me il loro non è solo amore, ma ha trovato veramente una persona che le corrisponde intellettualmente. Sono una power couple nel mondo della scienza”.

Nel film, Alex Murry è perso nell’oscurità, il mondo oscuro gioca un ruolo importante in Nelle pieghe del tempo, Oprah Winfrey ha spiegato il significato:

“Quando il libro è stato scritto, nel 1962, parlava di Guerra fredda ed esperienze dell’epoca, come il movimento per i diritti civili. Quello che so è che l’oscurità e la luce non finiranno mai, la Terra è il pianeta di ying e yang. L’oscurità si sta diffondendo tanto in questi giorni, ed è l’unica cosa più veloce della luce, c’è bisogno di guerrieri della luce per distruggerla. Se spegnessimo tutte le luci in questa stanza e hai in mano una candela, quella semplice luce bandisce l’oscurità. C’è bisogno solo di un po’ di te, mentre serve tantissima oscurità per coprirti. Basta poco per sconfiggerla. Nelle pieghe del tempo è su quest’epoca, riguarda tutte le epoche, devi cercare la luce dentro di te, questo è il lavoro della tua vita: diventare chi sei veramente. Questo viaggio riguarda me stesso, come posso diventarlo, come posso darti più luce”.

L’Oprah pensiero continua e mette a tacere tutti quelli che pensano che siamo troppo pieni di noi stessi:

“Devi riempirti di luce, gentilezza e preparazione perché questa è la vera fortuna. Non esiste la fortuna, la gente pensa che Storm sia stata fortunata, ma lei è stata preparata. Riempitevi di luce, la luce è gentilezza… per questo amo questo film”.

Nelle pieghe del tempo vi trasformerà sì in guerrieri nella luce, ma resta uno dei prodotti meno riusciti della casa di Walt Disney.

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A proposito dell'autore

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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