torna su
08/12/2019
08/12/2019

ADV

ULTIM'ORA
CARICAMENTO IN CORSO

Radio Colonna

Radio Colonna Via Margutta, 48, 00187 Roma redazione@radiocolonna.it Claudio Sonzogno

Ride, il film “cool” realizzato con le GoPro al cinema dal 6 settembre

La gara impossibile fra due biker nell’ultima opera di Fabio&Fabio, Fabio Resinaro e Fabio Guaglione, diretta da Jacopo Rondinelli e con Lorenzo Richelmy

Avatar
di Chiara Laganà | 2018-08-24 24/08/2018 ore 19:04

Ludovic Hughes in una scena del film

Ride è l’ultima fatica del duo Fabio&Fabio, all’anagrafe Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, registi e sceneggiatori di Mine, due dei nomi più promettenti del cinema italiano. Ride è stato scritto dal duo, insieme a Marco Sani, ed è stato diretto da Jacopo Rondinelli ed è stato filmato quasi interamente con le GoPro. Un’impresa epica per un film innovativo non solo nel panorama del cinema italiano. Ride sarà in sala il 6 settembre, distribuito da Lucky Red.

Ride ha per protagonisti due biker Kyle (Ludovic Hughes) e Max (Lorenzo Richelmy) alle prese con una folle gara di downhill, una pratica estrema di mountain bike, organizzata dalla Black Babylon, una sconosciuta agenzia che mette tutti contro tutti per un ricco montepremi finale. La sfida è sta anche realizzare questo film, come racconta il regista:

“La sfida è stata anche finirlo, è stato girato quasi esclusivamente con le GoPro, l’abbiamo terminato tre giorni fa. È un film sperimentale sugli sport estremi, abbiamo sperimentato moltissimo”.

Una sfida anche per gli attori, come sottolinea Lorenzo Richelmy:

“È stata una sfida incredibile, un film molto d’azione, coinvolge molto il fisico, una sfida che accetto volentieri. Una sfida fisica, anche se c’erano degli stunt atleti di downhill, alcune parti le facevamo noi attori, l’idea della GoPro mi ha entusiasmato sin da subito. Quello di Ride è un linguaggio diverso, seguirò di più i progetti che stretchano verso l’aventi del cinema italiano”.

Ad avere pensato Ride, il duo Fabio&Fabio, Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, al loro terzo film dopo l’esordio True Love e Mine, per il quale ottennero una nomination al miglior regia esordiente ai David del 2017. Già da Mine, il loro cinema fu definito “così poco italiano”, una definizione che è un “complimento per un determinato tipo di cinema”. Con Ride i due Fabio hanno capito perché un film del genere ancora non si era realizzato: 

“C’era molto lavoro da fare”. 

Lavoro complicato in fase di montaggio, come sottolinea Fabio Guaglione: 

“C’erano 24 camere che giravano per intero, girare con 29 GoPro non è stato facile. Dieci take su ognuna delle venti macchine per ogni giorno di riprese: praticamente nove mesi di girato, per montarlo abbiamo realizzato una specie di schema per stabilire cosa avevamo di meglio”. 

Lavoro complicato anche in post-produzione, come sottolinea il regista:

“Molto è stato creato durante questa fase, abbiamo usato alcuni effetti come lo sgranamento dell’immagine, tipico dei videogiochi degli anni 80, abbiamo usato i glitch, abbiamo voluto mettere coolness che va al di là del film girato in GoPro. Abbiamo audio e video che se ne fanno, come se fossero dei fan footage, anche perché la camera di uno dei rider è rotta. Questa fase è durante un anno e si è conclusa solo tre giorni fa”.

Ride è una sorta di Duel sulle bici come l’ha definito Marco Sani, sceneggiatore insieme ai due Fabio e sarà ricordato per l’uso delle GoPro: 

“Non è il primo film interamente girato con una GoPro, prima c’è stato Hardcore, ma diligentemente ne hanno usato solo una”, specifica Resinaro. 

“Le GoPro sono state inserite nella storia – aggiunge Guaglione – abbiamo trovato un escamotage per farle usare”. 

Una gara di downhill organizzata da un’organizzazione oscura chiamata Black Babylon, presente nel primo film del suo True Love, in un luogo segreto, anche se Ride è stato girato interamente in Trentino tra le Alpi e le Dolomiti: 

“Abbiamo girato lì in cinque settimane, fra boschi e nelle case le scene dell’inizio che hanno un mood colorato e happy. I nostri protagonisti non sono due antieroi che amano l’adrenalina: due bellimbusti. Nella seconda metà i colori cambiano,  si passa al seppia, al nero e al grigio”. 

True Love e Ride sono ambientati in un universo simile e possiamo dire che la Black Babylon si nasconde dietro i due film”, spiega Resinaro,

Ride deve molto al mondo dei videogiochi e ad alcuni film (inaspettatamente Il Mago di Oz) e durante la gara I biker interagiscono con enormi monoliti (“sono degli smartphone giganti”) un chiaro omaggio a Kubrick. 

“Ci sono molti riferimenti, riletti in dei mash-up, mixati in versione 2.0, un film che parla di sport estremi, girato con GoPro, fatto per accontentare più palati, ognuno di noi ha inserito il proprio vissuto nel film”, spiega Resinaro. 

Lorenzo Richelmy è, invece, tornato sulla sfida di prendere parte a un film così diverso:

“Un attore di cinema, solitamente, si siede fa la scena e basta, anzi spesso ti chiedono di non muovere i piedi se ti stanno facendo un primo piano. Con tutte queste camere, sentivo moltissima libertà, avevo tutte queste macchine puntate su di me, a me si è aperto un mondo. Il film usa un linguaggio diverso e nuovo”.

A Fabio Guaglione non piace parlare della rinascita di genere del film italiano:

“Se ci fossero più registi come Rondinelli, si farebbero più film come questo. In realtà il progetto di Ride sarà composto da un fumetto e da un romanzo spin-off, vogliamo creare un mondo che segue l’estestiva visiva e sonora del film. Vogliamo creare un mondo con il simbolo di Ride, un mondo dove il pubblico ci voglia stare e divertirsi facendolo”. 

Quanto agli omaggi anni 80 e a Il Mago di Oz per Rondinelli Ride segue una moda che sta già prendendo piede nel mondo del videogioco che sta tornando ai vecchi stili. I vecchi stili si fondono alla novità in Ride, dove le relazioni familiari e d’amicizia si vivono via smartphone o via un canale YouTube usando i linguaggi del reality show e la grafica dei videogame e che verso la sua fine vira – inaspettatamente – verso l’horror:

“Non conosco molto bene il mondo di YouTube – spiega Guaglione – ma non è un caso che i monoliti siano degli smartphone e si accendono con un ‘like’, Kyle e Max si sentono persi senza questo mondo. La Black Babylon fa quello che altre grandi aziende, come Apple, fanno”. 

Per lanciare il film sono stati creati energy drink ad hoc e gare di downhill e il futuro di Ride è legato alle uscite editoriali, ma già si parla di sequel. Già in fase di scrittura la storia si presentava a essere dilatata in varissime forme, ma quella che i due Fabio e il regista sognano ha il gusto retrò: il gelato Ride.

“Volevamo che il film si chiudesse, ma che al tempo stesso si creasse un mondo intorno a Ride, un film nato da un’idea semplice che si è evoluta, citando Lorenzo è un’orgia di fantasia, il film scalpitava ancora. Un film del genere lo fai solo se ti diverti ed è nato nel cazzeggio”, conclude Guaglione.

In attesa di un possibile sequel e di gustarlo in versione gelato, Ride vi aspetta al cinema dal 6 settembre distribuito da Lucky Red.

Stampa

A proposito dell'autore

Avatar
748 articoli

Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
© 2Media Srls - 2media@pec.it

Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014