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A Star Is Born al cinema, Lady Gaga incanta diretta da Bradley Cooper

Finalmente in sala il film presentato a Venezia e che ha fatto piangere la cantante americana, suo esordio sul grande schermo

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di Chiara Laganà | 2018-10-11 11/10/2018 ore 17:30

A Star Is Born arriva al cinema, il doppio esordio di Lady Gaga come attrice e Bradley Cooper come regista vi aspetta in sala © Clay Enos

Arriva in sala A Star Is Born, il quarto remake di È Nata Una Stella, diretto da Bradley Cooper e con Lady Gaga, presentato Fuori Concorso a Venezia 75 . 

Lady Gaga è Ally, sogna di diventare una cantante, ma ha quasi gettato la spugna, si esibisce,  travestita da Edith Piaf, in un locale per drag queen. Una sera la star del country Jackson la sente cantare e fra i due scatta la scintilla.

A Star Is Born è il quarto remake del film È Nata Una Stella, la cui prima versione è del 1937, ma per Lady Gaga è una storia ancora attuale:

“Questo film si è reincarnato così tante volte e sappiamo già che ha passato il test del tempo. È una storia che toccherà tutti: sull’amore, le traversie umane e la dipendenza, è stata un’esperienza straordinaria per me e non vedo l’ora che tutti lo vedano”.

Lady Gaga, al suo attivo più di 27 milioni di copie vendute, è al suo primo ruolo:

“Le sfide per interpretare Ally per me sono state il fatto che, all’inizio del film, Ally ha gettato la spugna. Quando ho deciso di diventare una cantante, a 19 anni, sono partita in quarta: suonavo il piano di bar in bar e credevo molto in me. Ally non crede in sé, ma l’amore per Jack la cambia”. 

A Star Is Born è l’esordio alla regia per Bradley Cooper, che ha anche scritto e prodotto il film:

“Sono stato così fortunato a lavorare con lei e con tutti in questo film. Il tempo per me, ho 43 anni, è la miglior valuta e voglio usarla al meglio. Ci ho messo quattro anni a fare questo film, n’è valsa la pena ogni secondo, voglio lavorare in progetti che amo così”.

Ally, una volta diventata famosa grazie anche a Jack, è costretta a un cambio di look: 

“All’inizio della mia carriera, ho sempre amato trasformarmi, cambiare forma e diventare diverse persone, è parte della mia arte e della mia musica. La cosa meravigliosa di quest’esperienza con Bradley è che voleva vedermi con nulla. Prima di filmare lo screentest, aveva una salviettina struccante e mi ha struccato e mi ha detto che mi voleva con poco o niente trucco. Questa vulnerabilità non mi appartiene, è stata un’esperienza speciale, mi ha fatto sentire libera. Ho sempre sognato di diventare attrice, ci sono 100 persone in una stanza e 99 non pensano che tu ce la possa fare, ma te ne basta una che crede in te: Bradley era questa persona”.

Lady Gaga è la vera stella del film, in una delle scene più belle Ally canta la sua musica dal vivo:

“Devo dire che io e Bradley eravamo così immersi nel film che quel momento è sembrato reale. Avevamo un pubblico, mentre filmavamo la sequenza del concerto, siccome non ho mai recitato in un film, per me è stato facile recitare qualcosa che conosco. Ally si fa coraggio bevendo un po’ e sale sul palco e ottiene il clamore del pubblico. All’ultimo take, Bradley mi disse: divertiti ed è stato come stessi suonando la mia musica”.

“Avrei voluto che tutti voi foste lì a vederla. In questo film abbiamo avuto il privilegio di vederla esibirsi ogni giorno, tutta la troupe si dimenticava che stavamo facendo un film e ogni volta che cantava la temperatura cambiava”, aggiunge Cooper.

Anche lui canta nel film, a suggerirglielo è stata la stessa Lady Gaga:

“Mi ha fatto sentire così a mio agio sin dal primo giorno. Non sono stato nervoso, quando vedi un’artista di questo calibro che ti tratta come un collega ti senti protetto”. 

Bradley aveva canticchiato in college ma non si sarebbe mai aspettato di dividere il palco con Lady Gaga:

“È un cantante eccezionale l’ho capito sin dal primo momento. Eravamo nel mio soggiorno e gli ho detto che aveva una gran voce, canta con il cuore e ogni fibra del suo corpo ed è qualcosa che si vede chiaramente nel personaggio di Jack. Ho amato lavorare con lui perché c’è stato uno scambio: lui mi ha accettato come attrice e io lui come cantante”.

Per prepararsi al meglio, la coppia si è esibita in un vero palco, quello di Coachella:

“Qui parliamo di lei come attrice: avere una cantante di fama mondiale che recita per la prima volta mi ha lasciato senza parole come regista e attore perché anch’io ho creduto che non fosse mai stata sul palco. Ogni singola volta sentivo qualcosa di nuovo ed ero io a trascinarla sul palco. È stata un’esperienza pazzesca vederla recitare come attore e come uomo”.

Uno dei temi del film è la manipolazione degli artisti da parte dell’industria discografica:

“Ho detto tanti no a inizio carriera. Scrivo la mia musica e all’inizio non ero la ragazza più bella e molti manager volevano dare le mie canzoni ad alcune artiste considerate più belle, ma ho difeso la mia musica. Ti suggeriscono il look, volevano che ballassi: ci sono stati dei compromessi, ma sono stata molto forte all’inizio della mia carriera e ho fatto sempre a modo mio. Non volevo essere bella o sexy come le altre, volevo essere un’artista con la propria visione, è anche così Ally, vuole trovare il suo posto”. 

Bradley Cooper ha, invece, parlato della popolarità che “condivide” con la rockstar Jackson:

“Jackson non pensa per niente alla fama, la scena iniziale del film è un concerto sold out e la pienezza dello stadio sembra fondersi a quella che vive, ma non è così: è malinconico, beve. Volevo rappresentarlo così: avrebbe potuto continuare a fare concerti, se avesse lavorato su se stesso. Quello che amo è il suono esterno del pubblico, per rappresentare la fama ho evitato conferenze stampa e paparazzi ed è per questo che il film ha questo ritmo”.

Questo film è servito a entrambi gli artisti per capire qualcosa in più di loro stessi:

“La cosa migliore che tu possa fare dal punto di vista artistico è fare qualcosa che ti sfida a tal punto da farti imparare qualcosa. Potrei stare qui due ore a raccontarvi tutto quello che ho imparato in questo film ed è successo perché qualcuno ha creduto in me: Lady Gaga, Sue Kroll hanno creduto in questo film. Sue è la ragione per cui siamo tutti seduti qui, se riuscissi a fare un’altra esperienza in cui imparo e cresco, perché affronti le tue paure. Imparare è questo: qui ho superato le mie paure di cantare, dirigere e scrivere un film”.

A Star Is Born è il primo film diretto da Bradley Cooper, l’attore ha parlato delle sue scelte stilistiche, a influenzarlo un concerto dei Metallica al quale andò sei anni fa:

“Per la prima volta ho visto un live da dietro le quinte. L’atmosfera era pazzesca, quando si dice ‘quello è una rockstar’ non lo si fa per caso e rappresenta un livello altissimo. L’idea è nata lì, per questo nel film siamo sempre sul palcoscenico”.

Il fatto che Ally diventerà una stella, lo si capisce anche dalle prime inquadrature:

“Ally cammina come una star, prima ancora di diventarne una, per questo uso i primi piani. Jackson, al contrario, evita la telecamera, mentre lei sogna di essere ripresa”. 

Lady Gaga interpretando la sua Ally, ha dovuto fare i conti con la sua vulnerabilità:

“Ho dovuto affrontare delle sfide: essere vulnerabile e nuda, per metà del film sono struccata, era importante per Bradley, ma mi sono sentita a mio agio. Avevo paura di tirar fuori la mia vulnerabilità, ma avevo Bradley al mio fianco. Vuoi sempre lavorare con persone che sono migliori di te, lui lo è, ho imparato tanto da lui. È incredibile il suo modo di fare, avevo paura, ma se accanto a te c’è qualcuno che è davvero bravo, non la senti più”.

A unire i due attori, dentro e fuori dal set, le comuni origini italiane:

“Io non sapevo che tu fossi italiana il tuo personaggio si chiama Ally Campana, il cognome da nubile di mia madre. Dopo dieci minuti che parlavamo nella tua cucina, ho scoperto che eravamo della East Coast e italo-americani ed è stata una connessione che ci ha unito ancora di più”.

A Star Is Born è il quarto remake di È Nata Una Stella, una storia senza tempo per chi ha ancora bisogno di sognare, vi aspetta al cinema, distribuito da Warner Bros. 

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A proposito dell'autore

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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