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Capri-Revolution, la “rivoluzione” di Mario Martone arriva al cinema

Dopo il passaggio in Concorso a Venezia, il film del regista campano approda in sala

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di Chiara Laganà | 2018-12-20 20/12/2018 ore 11:00

Marianna Fontana è la protagonista di Capri-Revolution, la rivoluzione di Mario Martone vi aspetta al cinema © Mario Spada

Capri-Revolution arriva finalmente in sala, il film in concorso all’ultimo festival di Venezia è da oggi al cinema. Al centro del film la rivoluzione intellettuale di una giovanissima (analfabeta) che incontra sull’isola di Capri un gruppo di artisti all’avanguardia nell’Italia pre-prima Guerra Mondiale. Il regista campano e il resto del cast hanno presentato il film all’ultima Biennale, ecco cosa ci hanno detto. 

Capri-Revolution ruota intorno a una comune di artisti che ha vissuto a Capri fra il 1911 e il 1913, riunitasi intorno al pittore tedesco Karl Wilhelm Diefenbach, Mario Martone ha spiegato così la sua scelta:

“Mi sono imbattuto nella storia della comune di Diefenbach per caso, la sua storia mi ha colpito, non sapevo che ci fossero comuni come questa o quella del Monte della Verità in Svizzera, comuni che anticipavano le esperienze degli anni 60 e 70, ho avuto un immediato corto circuito con situazioni successivo. Negli anni 80, sempre a Capri, l’artista tedesco Joseph Beuys aveva creato un’opera chiamata Capri-Batterie, una batteria innescata in un limone. L’arte – anche in questo caso – non era una mera questione estetica, ma era un fatto politico, rappresentava un nuovo modo di parlare al pubblico”.

Il pittore al centro della comune del film, Seybu interpretato da Reinout Scholten van Aschat, non è ispirato a Diefenbach, ma è “una figura nuova”:

“È un performer, come Beuys è stato, la pittura è lasciata alle spalle e c’è un lavoro in relazione alle persone, la danza è stata fondamentale grazie al lavoro di Raffaella Giordano che ha creato le coreografie, abbiamo lavorato insieme con workshop allo spirito collettivo che era fondamentale per dare vita al film”.

Danze, cultura, musica (la colonna sonora è nuovamente firmata da Sascha Ring, ndr) sono al centro della rivoluzione culturale che salva la giovane Lucia, interpretata da Marianna Fontana, da un futuro segnato. Capri-Revolution è un ideale sequel di due film precedenti di Martone Noi eravamo e Il giovane favoloso:

“La trilogia si è andata facendo, non ho immaginato i film come sequel, ho scoperto che Leopardi fosse una voce importante oggi mentre facevo Noi credevamo, Il giovane favoloso si conclude con La Ginestra, una poesia in cui Leopardi s’interroga su progresso e natura e questi sono i temi di Capri Revolution. Ogni film nasce da un’intuizione, come le tele di Diefenbach, ma c’è un filo che li lega: i protagonisti sono giovani e ribelli, sono una testimonianza, il desiderio di raccontare un’Italia che non è doma, sente la spinta a interrogarsi sui temi di collettività e individualità. Capri-Revolution mette insieme mondi e pensieri diversi dialetticamente: il mondo contadino di Lucia, l’ideologia del medico e la comune, sono modi diversi di stare al mondo”.

Ed è così che l’isola “abbraccia” e rappresenta il mondo:

“L’unica cosa possibile è confrontarsi anche se qualcuno è diverso da te, se è diverso da te, non si deve pensare a muri per eludere il confronto, il confronto non va evitato. Mi sembrava importante parlare di questo, l’odio e la paura spesso la fanno da padrone e da collante, Lucia è una figura luminosa del film, una capraia che viene da una famiglia patriarcale, non ha paura del confronto e nel frattempo non le bastano le impostazioni maschili di Seybu o del dottore e per lei c’è un processo di indipendenza”.

La colonna sonora è firmata – dopo Il giovane favoloso – da Sascha Ring e Philipp Thimm, entrambi i musicisti tedeschi sono due degli artisti della comune, la musica è stata realizzata live e sono stati anche strumenti creati ad hoc o della tradizione mediterranea. Una colonna sonora ispirata alla “ripetitività” di una certa musica degli anni 70. Sascha Ring ha definito così il lavoro fatto per la colonna sonora di Capri-Revolution:

“Non riesco ancora a rispondere in italiano, devo fare più film con Mario, la cosa più interessante del film era la musica live del film, è musica che ‘accade’ nella scena e non può essere riprodotta abbiamo dovuto trovare il modo di riprodurla e abbiamo creato strumenti che ricreano la ripetitività, queste persone facevano musica ed erano processi molto ripetitivi. Ci sono anche delle persone che non sono musicisti professionisti, è stato bello essere lì è captare tutta l’atmosfera del film”. 

Capri-Revolution è un film fortemente estetico, la comunità al centro del film c’è sempre una rivoluzione dei costumi che lega Nord e Sud del mondo:

“Le rivoluzioni non vanno considerate rispetto al loro esito, sono come le eruzioni di un vulcano e bisogna vedere cosa si è lasciato dietro. Dobbiamo però vedere l’eruzione, la spinta vitale di ogni ribellione. La rivoluzione è un fiore che nasce in ciascuna persona che sente di voler cambiare la propria vita, della propria società. Ogni volta che questo fiore nasce, rinasce la rivoluzione, ma non per forza deve essere legata a un giovane, ma fa parte dell’animo e deve appartenere a tutti”.

Al centro della rivoluzione del film di Martone c’è una giovane donna:

“Il personaggio segue una parabola nel film, il suo confronto con i mondi maschili che attraversa e che riesce a superare. Lucia ha su di sé l’umano, il confronto, la relazione, come diceva Pasolini ti salverà solo una relazione vitale. Anche in un tempo come il nostro dove è difficile dare le certezze, tutti quanti sembrano avere delle idee molto chiare e vogliono sbatterle a chi la pensa diversamente. Lucia, invece, mantiene il lato umano: non trasforma la ribellione in odio, c’è una profondità tipicamente femminile che può venire da un mondo dove le donne hanno il potere”.

La rivoluzionaria Lucia chiude ipoteticamente la trilogia di Mario Martone ed è interpretata da Marianna Fontana, Ippolita Di Majo co-autrice della sceneggiatura ha approfondito:

“Volevamo dare l’idea di un gruppo dei ragazzi del Nord Europa, la prima generazione che paga sulla sua pelle la Rivoluzione Industriale, finiscono al Sud Italia per opporsi ai valori di un capitalismo in fase embrionale. Il percorso di Lucia è ampio, la purezza di Lucia proveniente dalla sua condizione di umiltà ci sembrava importante per raccontare una storia di emancipazione femminile.

Lucia ha il volto di Marianna Fontana, una delle due gemelle protagoniste di Indivisibili, ha raccontato come si è preparata a questuo ruolo mungendo capre e non solo:

“Mi sono preparata ascoltando i consigli di Mario e Ippolita, mi sono preparata con le capre, ne ho munte più di cento. Abbiamo letto dei libri insieme a loro due sulla Comune, non volevo però andare oltre nello studio perché Lucia lo scopre poco a poco, è una ragazza che si vuole ribellare alle condizioni scelte da lei per la famiglia: si ribella a quest’oppressione. Ho aperto questo personaggio non solo nelle scene di nudo, ma con l’anima. Abbiamo visto dei film con Mario, ma ho vista Lucia per quella che è: una donna che dec”.

Capri Revolution parla anche molto di emancipazione femminile, come ha risposto l’attrice:

“La figura femminile è sempre stata presente nella mia vita, rappresentare questa donna avendo 20-21 anni, mi sono ritrovata in lei, non sa leggere e decide di essere libera: è attratta da Seybu e dal dottore, ma decide di essere se stessa e andare oltre i pregiudizi, essere una donna libera e di seguire il suo istinto. È fragile, forte e ribelle, sente la Terra sotto i piedi, si ritrova nella comune, capisce di essere diversa e la porta ad andare ancora oltre…”

“Maschile e femminile sono due ambiti che s’incontrano nel film – spiega Martone – femminile è Lucia, ma anche la madre: sono diversi gli intrecci, per me è stato importante rifare un film con una donna protagonista dopo L’amore molesto. Ci sono state molte prove prima, Reinart l’abbiamo trovato ad Harlem, volevo realizzare un film simile a quello che raccontava, simile un viaggio che adesso si estende ai telespettatori”.

Capri-Revolution vi aspetta al cinema distribuito da Rai Cinema.

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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