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Liberi di scegliere, la storia del giudice Di Bella stasera su Rai 1

Dal 2012 a oggi ha salvato 40 ragazzi dando loro la chance di scappare dalla ‘ndrangheta. Regia di Campiotti con Alessandro Preziosi

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di Chiara Laganà | 2019-01-22 22/01/2019 ore 18:00

Liberi di scegliere, Alessandro Preziosi porta in TV la vita del giudice Di Bella © Sara Petraglia

Liberi di scegliere andrà in onda stasera su Rai 1 ed è un film TV dedicato al giudice Roberto Di Bella, responsabile del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria che dal 2012 a oggi ha salvato 40 minori da un futuro già scritto: affiliarsi a una famiglia di ‘ndrangheta. Liberi di scegliere è diretto dal regista Giacomo Campiotti ed è interpretato da Alessandro Preziosi, Nicole Grimaudo, Francesco Colella e Carmine Buschini prodotto da Rai Fiction e BiBi Film.

Protagonista del film TV, il giudice Lo Bianco a capo del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria che prova a opporsi a vincoli familiari, di ‘ndrangheta, del territorio per tentare di dare una chance ai figli dei boss che hanno già un futuro già scritto. Una delle tematiche di Liberi di scegliere è l’adolescenza, un tema a cuore della Rai che si gode i successi della prima stagione de L’Amica Geniale:

“È uno dei temi fondamentali e si sposa con quello del valore civile – sottolinea Tinni Andreatta – questi ragazzi sono cresciuti nella mappa della ‘Ndrangheta, quella che fra le mafie è la più basata sui legami familiari, far crescere i propri figli sin da bambini in quella mentalità e violenza”

Liberi di scegliere si basa sulla storia vera del giudice Roberto Di Bella che ha collaborato alla produzione e realizzazione del film. È stato importante, come sottolineato dalla sceneggiatrice Monica Zapelli non trasfomare i ragazzi protagonisti della storia in personaggi:

“Questa storia è nata attorno al provvedimento del 2012, per un incontro successivo non professionale: avevo seguito un ragazzino che voleva scrivere un diario sulla sua esperienza. La parte che riguarda gli adulti è più attinente alla verità, quella sui ragazzi è legata a un tessuto immaginario in modo che tutti i ragazzi del provvedimento si potessero riconoscere non singolarmente, si devono ritrovare come persone non potevano diventare personaggi”. 

Al centro di Liberi di scegliere c’è dunque uno Stato dalla parte dei cittadini e una nuova idea di antimafia:

“Quello che è stato fatto dal Tribunale dei Minori di Reggio Calabria segna un passo diverso rispetto all’antimafia, Di Bella si è fatto portatore di uno Stato che non incarcera, ha usato il processo penale per dargli una possibilità di vita. Aiuta questi ragazzi a cui è stata tolta l’adolescenza: non possono scegliere, sono predestinati e profondamente infelici. Lo Stato per la prima volta tende la mano e non viene solo per arrestare”.

Giacomo Campiotti è il regista del film TV, un regista che sa come dirigere con delicatezza e bravura storie di ragazzi dopo l’esperienza di Braccialetti Rossi:

“L’intuizione di Di Bella è stata capire che i personaggi sono le prime vittime, questi ragazzi che hanno compiuto reati verso cui lui è inflessibile, ma non possono immaginare un altro futuro possibile, dove i padri erano a loro volta figli di padri terribili. Ha l’intuizione di tagliare un cordone ombelicale terribile: Domenico scappa da un futuro certo fatto di potere e ricchezza, ma capisce che può prendere in mano la propria vita; chiunque, anche un ragazzo di ‘ndrangheta può grazie all’aiuto di un mentore o antieroe, prendere la propria vita fra le mani”. 

Un ruolo particolare per Alessandro Preziosi, l’attore ricopre per la seconda volta i panni di un giudice e per diventare attore ha accantonato gli studi di Legge:

“Il grande esempio di Di Bella è che prima ancora d’imporre una scelta ha centrato la sua scelta: un individuo che appartiene a uno stato handicappato che funziona in modo corretto, dove un individuo sceglie di agire all’intero dell’adolescenza e riesce ad attecchire alle persone alla quale si rivolge. Da ex studente di Legge, la legge non è un’opinione, è una verità oggettiva quando è l’individuo che la mette in pratica, una storia anti-eroica girata da Giacomo in modo magistrale, un eroe-non eroe ha valore in un paese quando condiziona la responsabilità sociale e la nostra morale”. 

Di Bella, Lo Bianco nel film TV, ha dato a questi ragazzi la libertà di scegliere il proprio futuro:

“La libertà di scegliere determina una responsabilità, fare il proprio dovere, se ci penso mi commuovo, ho lavorato in sottrazione, sono stato diretto e punzecchiato da Giacomo. La cosa più importante di questa fiction sociale è intepretare persone che non vivono più per se stesse, ma per i loro obiettivi”.

Un ruolo diverso è quello che giocano le donne nel film TV, ancora più vittime della criminalità organizzata perché incapaci di lasciare i clan, come spiega Nicole Grimaudo nel film la madre di Domenico:

“La vita ha scelto sempre per lei, non ha mai avuto gli strumenti per ribellarsi, è intrappolata in una prigione e neanche se ne rende conto, è succube, ma c’è una grandissima forza in lei: sono donne sole che tirano su i figli senza mariti, una vita di solitudine con ricchezze che non sai come goderti sempre con la paura che possa succedere qualcosa. Enza si fa delle domande dopo l’incontro con Di Bella, l’amore di una madre altruista si trova ad andare contro tutto: il suo uomo, le radici e la Calabria e cedere passo a coraggio e prospettiva migliore per i propri figli”.

Anche per la sua Enza, il destino è segnato, mentre la figlia interpretata da Federica Sabatini sembra aver già chiaro quale destino l’attende. Il boss ha il volto dell’attore calabrese Francesco Colella (visto in Piccoli italiani) che precisa qual è il modo di interpretare personaggi del genere:

“Mi chiedo come può amare un padre del genere, non coltivano i sentimenti, l’amore è possesso: possedere le esistenze. Quando ho interpretato questo personaggio, la narrazione del crimine non abbassa il livello artistico, i personaggi certe volte si disprezzano, hanno una sgradevolezza, un’apparenza oscena che esiste nella realtà: questo per un attore è una responsabilità morale non didattica, ma vuole dire prendere una posizione”.

Padre padrone di Domenico, il giovane protagonista che prende il coraggio di lasciarsi tutto alle spalle, interpretato dall’attore emiliano Carmine Buschini:

“Domenico non ha avuto la possibilità di immaginare un futuro differente a quello paterno, ha vissuto una prima parte della sua vita con molta poca consapevolezza della distinzione fra bene e male. Tutti, invece, hanno il diritto di scegliere e di ripartire da zero in ogni momento soprattutto quando si ha la consapevolezza di vivere una situazione che non è positiva”.

Curiosamente Alessandro Preziosi prima del giudice in Liberi di scegliere era stato il boss Zagaria in Sotto copertura, ma non:

“Non sono mai dietro i personaggi che interpreto non sono mai né buoni e né cattivi, legittimano una posizione e la porto a estreme conseguenze. Nel caso di Di Bella è un uomo schivo, ha un disinteresse dal sedurre interlocutore: mi ha fatto invidia perché avrei voluto essere come lui”.

Completano il cast Corrado Fortuna, Federica De Cola a interpretare i due assistenti sociali che prendono in cura Domenico dopo che ha lasciato la Calabria, per l’attore siciliano Liberi di scegliere aiuta a “ritrovarci come comunità in un periodo in cui lo stato è dilaniato”.

Per il produttore Angelo Barbagallo di BiBi film, è importante che Liberi di scegliere sia visto da più persone:

“È importante il peso che questo progetto può avere sulle famiglie e territorio, per questo abbiamo girato nelle vere location, i veri protagonisti conoscono la mia stanza, devono sentire che la storia è vera e li riguarda, qualche anno fa abbiamo fatto con Rai e Monica, la storia di Lia Garofalo, quel Tv movie aveva avuto un successo in tutta Italia, ma soprattutto in Calabria dove  molti giovani l’avevano visto”.

Liberi di scegliere va in onda questa sera su Rai 1 alle 21:25 ed è prodotto da BibiFilm e da Rai Fiction.

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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