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Morto Bruno Ganz, addio al grandissimo attore svizzero

Aveva 77 anni, è stato un angelo per Wim Wenders e Adolf Hitler ne La Caduta. Recitò anche in Italia

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di Chiara Laganà | 2019-02-16 16/02/2019 ore 13:30

Bruno Ganz alla Berlinale del 2017 durante la presentazione di The Party, addio al grandissimo attore © Maximilian Bühn, CC-BY-SA 4.0

È morto Bruno Ganz, addio all’attore svizzero, uno dei più grandi del cinema contemporaneo, aveva 77 anni. Ad annunciare la sua morte, la sua agente Patricia Baumbauer, a Ganz fu diagnosticato un cancro al colon la scorsa estate: “Con lui perdiamo non solo un grandioso artista che ha lavorato fino all’ultimo con immensa e grandissima gioia ma anche un meraviglioso uomo e un amico”.

Nel corso della lunga carriera, ha interpretato più di 80 ruoli, due sono rimasti nella mente di tantissimi, anche perché agli antipodi: quello dell’angelo Damiel ne Il cielo sopra Berlino e quello di Adolf Hitler in La Caduta di Olivier Hirschbiegel. 

Nato a Zurigo nel 1941, figlio di un operaio svizzero e di madre italiana, decise di intraprendere la carriera d’attore durante gli anni dell’università. Nel 1960 il suo primo ruolo al cinema nel film Der Herr mit der schwarzen Melone, il suo debutto al teatro avviene l’anno successivo e nell’arco della sua carriera, Ganz si è diviso fra cinema e teatro. 

Nel 1970 è uno dei fondatori del gruppo teatrale Berliner Scaubühne, uno dei fulcri della vita teatrale europea. Qui Ganz interpretò la parte principale in Peer Gynt e ne Il Principe di Homburg. 

Nello stesso periodo per lui ci sono alcuni ruoli significativi nel cinema che rilanciano la sua carriera facendosi notare nel ruolo di Der Graf in La marchesa Von di Éric Rohmer e recitò in Sommergäste, adattamento dell’opera di Maxim Gorky che lanciò la sua carriera in Europa e anche all’estero. Nel 1977 recita in L’amico americano di Wim Wenders e nel 1979 viene diretto da Werner Herzog in Nosferatu – Il principe della notte. Nel 1978 divise la scena con Laurence Olivier in The Boys of Brazil, un film che parlava della fuga di alcuni nazisti in Brasile. 

Sempre diretto da Wim Wenders recita uno dei ruoli simbolo della sua lunghissima carriera, è Damiel uno degli angeli che veglia sugli abitanti di Berlino ne Il Cielo Sopra Berlino. Dopo aver visto la straordinaria bellezza della vita umana, Damiel decise di diventare umano. Dopo questo ruolo, Ganz raccontò che in molti lo vedevano come un angelo custode, come raccontò a The Irish Times: 

“Le persone pensano che io sia davvero un angelo custode, mi portano i loro figli per benedirli o cose simili”.

Un altro dei ruoli che ha definito la sua carriera, insieme a quello di Adolf Hilter, quello più controverso. L’attore svizzero lo interpretò magistralmente ne La Caduta, il film che narrava gli ultimi giorni in vita del dittatore nazista. Un’interpretazione che gli fece ottenere numerose nomination e che lo trasformò anche in meme. 

Ganz ha vinto anche un David di Donatello per il dolcissimo cameriere islandese Ferdinando in Pani e Tulipani, il film più famoso diretto da Silvio Soldini. È stato diretto anche da Francis Ford Coppola in Un’altra giovinezza e da Sally Potter in The Party. In Germania è stato premiato con l’anello di Iffland, il più importante riconoscimento dato al più importante e significativo attore di lingua tedesca. Nel 2018 il suo ultimo ruolo al teatro ne Il Flauto Magico al festival di Salisburgo, ruolo che abbandonò per sottomettersi alla chemioterapia per combattere il tumore al colon. 

Fra i suoi ultimi ruoli quello del giudice Lüben in Radegung di Terrence Malick che uscirà in sala dopo la sua morte e Sigmund Freud in Der Trafikant. In un’intervista a Zeit disse che i ruoli di persone morte non ti preparano in un certo senso al tuo decesso:

“Nei ruoli di persone morte s’impara che nulla ti aiuta a prepararti alla morte”.

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A proposito dell'autore

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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