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Jules e Jim, il capolavoro di François Truffaut torna in sala

Dal 4 marzo in versione restaurata da Il Cinema Ritrovato, domani al Nuovo Sacher

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di Chiara Laganà | 2019-03-3 3/03/2019 ore 16:30

Jules e Jim, il capolavoro di François Truffaut torna in sala dal 4 marzo grazie a Il Cinema Ritrovato

Jules e Jim, il capolavoro di François Truffaut torna in sala in versione restaurata da Il Cinema Ritrovato.

Uscito in sala nel 1962, il film di Truffaut che racconta il ménage à trois fra Catherine e i due amici Jules e Jim. “Mi hai detto ’T’amo’, ti ho detto ‘Aspettami’. Ti stavo per dire ‘Prendimi’ e tu m’hai detto ‘Vattene’”, una delle battute più citate e amate del film lo racconta nella sua essenza. Tre amici, due uomini e una donna si ritrovano a Parigi prima, durante e dopo la prima Guerra Mondiale. Il timido Jules è austriaco e diventa amico del francese più estroverso Jim, durante un viaggio nell’Adriatico restano affascinati da una statua di una dea, qualche tempo d’oro nella Parigi bohémienne ritrovano una donna che è una copia di quella statua, è Catherine. 

Ispirato al romanzo di Henri-Pierre Roché, uno dei preferiti di Truffaut che decise di tradurlo sul grande schermo nel 1962, tre anni dopo il suo straordinario esordio, I 400 Colpi, e e due anni dopo il suo secondo film Non sparate sul pianista con protagonista Charles Aznavour:

“Leggendo Jules e Jim ebbi la sensazione di trovarmi di fronte un esempio di ciò che il cinema non riusciva mai a fare: mostrare due uomini che amano la stessa donna senza che il pubblico possa fare una scelta affettiva tra questi personaggi, tanto si trova costretto ad amarli tutti e tre nella stessa misura. Ecco l’elemento, anti-selettivo, che mi toccò di più in questa storia che l’editore presentava così: Un amore puro a tre”.

Truffaut iniziò a pensare al film mentre ancora girava I 400 Colpi, come racconta lui stesso dopo aver conosciuto Jeanne Moreau inviò una sua foto allo stesso Roché che – come il regista – riconobbe in quel volto la libera e anticonformista Catherine:

“Improvvisiamo dunque una scenetta, girata in fretta a causa della pioggia e del freddo e, entusiasta dell’attrice, spedisco quattro sue foto a Henri-Pierre Roché, domandandogli un parere. Il 3 aprile 1959 mi risponde: ‘Mio caro giovane amico, ho ricevuto la sua bella lettera!… Mille grazie per la foto di Jeanne Moreau. Mi piace. Sono contento che le piaccia Kathe. Spero di conoscerla un giorno; venite a trovarmi quando volete, vi aspetto’. Ricevo questa lettera il 5 aprile, quattro giorni dopo Henri-Pierre muore, dolcemente, seduto nel suo letto mentre gli stanno facendo la solita banale iniezione quotidiana al braccio”.

Uno dei temi del libro e del film è la guerra, i due grandissimi amici Jules e Jim si ritrovano a dover combattere in fronti opposti durante la Prima Guerra Mondiale, ma la loro amicizia resterà intatta, come spiega Ugo Casiraghi nel suo libro Vivement Truffaut:

“Jules, tedesco, e Jim, francese sono due intellettuali che stringono un patto di eterna amicizia e lo onorano anche dopo la guerra, che li ha divisi su fronti opposti, col pericolo di spararsi a vicenda. E se nemmeno la guerra la infrange, non potrà infrangerla la donna da entrambi amata – e che ama entrambi – sebbene non senza sofferenze in ciascuno dei tre”. 

La storia di un ménage à trois al cinema nel 1962 fu uno scandalo e rappresentò uno dei titoli più rappresentativi della Nouvelle Vague. Amatissimo in patria e all’estero con questo titolo Truffaut detterà le regole per il cinema che verrà. 

Interpretato da Jeanne Moreau, l’austriaco Oskar Werner e l’allora debuttante Henri Serre:

“Per recitare il ruolo di Jules, avevo ingaggiato l’attore austriaco Oskar Werner: fu eccezionale. L’attore debuttante Henri Serre, alto, magro, dolce e onesto era Jim. L’avevo scelto perla sua somiglianza con Henri-Pierre Roché. Tutte le volte che mi sentivo preso dal dubbio, Jeanne Moreau mi dava coraggio. Le qualità di attrice e di donna rendevano Kathe – diventata Katherine – reale sotto i nostri occhi, plausibile, folle, smodata, appassionata, ma soprattutto adorabile, cioè degna di adorazione. Nell’arco dei miei vent’anni di cinema, le riprese di Jules e Jim restano, grazie a Jeanne Moreau, un ricordo luminoso, il più luminoso”.

La storia di Katherine (o Kathe), Jules e Jim viene cantata nel brano Le Tourbillon, a eseguirlo Jeanne Moreau. Una canzone che divenne una hit, mentre la colonna sonora è di Georges Delerue.

Jules e Jim torna al cinema in versione restaurata, un’occasione unica per ri-vedere e ri-emozionarsi con uno dei film più belli della storia del cinema.

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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