Caso Orlandi, il Vaticano convinto di aver detto tutto

Si cerca un corpo, questo dicono le indiscrezioni. Ora attesa per il test del dna. La sparizione di Emanuela ricorda quella di Elisa Claps

Pietro Orlandi
Pietro Orlandi

Il Vaticano, almeno ufficialmente, è convinto di aver fatto tutto per aiutare le autorità italiane a capire le sorti di Emanuela Orlandi. Una collaborazione mai piena però, sono convinti in procura, soprattutto durante l’era di Giancarlo Capaldo, già procuratore capo. Per Capaldo, infatti, i tanti depistaggi indicano che in tanti temevano e temono una verità scomoda, non necessariamente collegata all’ambiente clericale.

Questa vicenda potrebbe fare il paio con quello di Elisa Claps, la ragazza di Potenza il cui corpo fu trovato 18 anni dopo nel sottotetto di una chiesa della città, uccisa da Danilo Restivo. 

Una cosa è certa: oramai si cerca un corpo. Il cardine Angelo Becciu, sostituto per gli Affari Generali del Vaticano, una sorta di ministro degli interni d’Oltretevere, ha detto che “noi non abbiamo niente oltre quanto gia’ e’ stato detto con le rogatorie internazionali. C’e’ qualche ritaglio di giornale, piccole cose di ricevimento ma non c’e’ altro. Noi eravamo pronti anche a dare queste carte perché la famiglia ce lo chiedeva. Poi non le abbiamo più date perché nel frattempo e’ stata proposta una commissione parlamentare di indagine sulla scomparsa. E per questo ci siamo fermati” nel rispetto di una futura richiesta pubblica”.

Non ci fu nessuna trattativa per uno scambio di informazioni tra Santa Sede e Italia per uno scambio di informazioni e dossier. Eppure, varie fonti dicono esattamente l’opposto.

Anche il ritrovamento delle ossa nella nunziatura di via Po nasce da voci secondo cui Emanuela va ricercata tra le mura vaticane. Una indicazione troppo generica, per gli inquirenti, considerato soprattutto che molti dei protagonisti di quell’epoca, ovvero degli anni ‘80, sono morti.

Ancora non è ben chiaro come il ritrovamento delle ossa sia stato collegato alla Orlandi, ma il collegamento non verrebbe dall’interno del Vaticano ma da ambienti investigativi italiani. Infatti, anche spinta anche  del fratello di Emanuela, Pietro, da qualche mese sono riprese le indagini per tentare di trovare spunti d’inchiesta.

Il fatto che le ossa ritrovate potrebbero essere di una venticinquenne sembra smorzare l’ipotesi che i resti siano di Emanuela Orlandi. E’ infatti strano, se Emanuele fosse stata rapita, che la ragazza sia morta dopo una decina di anni di “detenzione”. E’ pure vero che casi simili si sono già verificati negli USA. Il dna comunque non arriverà prima di una settimana. 

 

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