A Roma la solidarietà tra anziani passa dalle parrocchie

Oltre 280 volontari settantenni si prendono cura dei loro coetanei che vivono soli o hanno difficoltà economiche: è un'iniziativa del progetto "Quartieri Solidali", che coinvolge tredici parrocchie della diocesi romana. La Caritas presenta un Dossier in occasione della Giornata mondiale dei Nonni e degli Anziani del 25 luglio

Oltre 280 volontari settantenni si prendono cura dei loro coetanei che vivono soli o hanno difficoltà economiche. Si tratta di donne (81%) di età superiore ai 75 anni (66%), prevalentemente vedove (51%), che vivono sole (49%) e con un’istruzione medio alta (62% diploma o laurea). È un’iniziativa del progetto Quartieri Solidali che coinvolge tredici parrocchie della diocesi di Roma: la Caritas diocesana presenta un Dossier in occasione della Giornata mondiale dei Nonni e degli Anziani, del 25 luglio.

Il cardinale vicario Angelo De Donatis sottolinea che “in un’epoca in cui l’invecchiamento della popolazione viene presentato come una serie minaccia alla nostra società e alla vita delle comunità cristiane, grazie a questa Giornata istituita dal nostro vescovo Papa Francesco e alle tante testimonianze delle comunità parrocchiali, possiamo trovare negli anziani quel contesto necessario per la riscoperta della fede e dei valori che ci fanno cristiani”. Anziani che aiutano i loro coetanei in difficoltà, sono di supporto alle famiglie e rappresentano un punto di riferimento fondamentale nelle comunità parrocchiali della diocesi di Roma: è quanto emerge dalla ricerca “La scoperta di un tesoro”.

L’indagine svolta nelle tredici comunità parrocchiali che hanno aderito al programma Quartieri Solidali illustra iniziative che prevedono il coinvolgimento attivo del territorio nella pastorale per la Terza età. Nell’introduzione della ricerca, il card. De Donatis evidenzia come “ben 280 volontari che hanno superato i 65 anni di età si dedicano ad altre persone, più di 300, che hanno bisogno di compagnia, di aiuto per le incombenze domestiche, di accompagnamento per il disbrigo di pratiche amministrative e visite mediche”. Ma non è solo questo.

“Sono di supporto alle loro famiglie, soprattutto dove ci sono nipoti da accudire e, grazie al loro coinvolgimento nelle comunità parrocchiali, diventano il perno per le attività liturgiche e per la catechesi dei ragazzi”. I gruppi di Quartieri Solidali, aggiunge il cardinale vicario, “sono inoltre il punto di incontro della parrocchia con il quartiere: con i centri sociali anziani, con le scuole, con le associazioni di volontariato”.

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