A Roma, un esercito di prostitute. E il Covid non fa paura

Sarebbero non meno di tre mila le prostitute e i trans nella Capitale. Ieri il papa ha ricordato le donne che sono vittime di questo sfruttamento

prostituzione
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Sono non meno di tre mila le prostitute e i trans che lavorano su strada a Roma. Ieri il papa le ha ricordate, sull’aereo di ritorno dall’Iraq, rimarcando che questo turpe traffico avviene anche nel centro della Capitale. Francesco è rimasto inorridito dal fatto che esista anche un tariffario.

Non c’è zona di Roma che non ne sia immune. Ma Colombo, Salaria, Tuscolana, pineta di Ostia sono le aree con maggiore incidenza. E se c’è stato un calo della domanda e dell’offerta durante il lockdown, già dopo l’estate c’è stata una ripresa di questa attività.

Di questo fenomeno si occupa con costanza la cooperativa Parsec. Dal 1998, la Cooperativa ha sviluppato una serie di attività connesse al fenomeno della prostituzione coatta e della tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale o lavorativo. Le attività che gestisce o co-gestisce in partenariato sono molteplici. I suoi interventi si collocano come punto nodale all’interno di una rete di servizi e si articolano trasversalmente dal lavoro di strada, alla consulenza e orientamento attraverso uno sportello informativo, fino all’accoglienza residenziale e a progetti di reinserimento socio-lavorativo.

Alcune attività realizzate nell’area Prostituzione e Tratta sono state implementate grazie al progetto “ProHins”, che prevede l’inserimento socio-lavorativo di persone vittime della tratta a scopo di sfruttamento sessuale. La coordinatrice Federica Gaspari ci dice che “esso è finanziato interamente da circa vent’anni da Roma Capitale, Dipartimento per le Politiche Sociali e gestito dalla Cooperativa Parsec in qualità di ente attuatore. Nel 2011 ha ricevuto un modesto finanziamento aggiuntivo da parte della Tavola Valdese”.

Dall’11 gennaio, poi, ha preso il via il percorso formativo sul tema dello sfruttamento sessuale e della tratta di esseri umani organizzato dalla diocesi di Roma. Il corso si avvale del contributo di diverse realta’ che da anni operano a Roma in favore delle vittime di tratta e che da quasi un anno si sono riunite in un coordinamento diocesano: Caritas, Usmi, Comunita’ di Sant’Egidio, Associazione Slave No More, Associazione Papa Giovanni XXIII, Casa del Magnificat, Fondazione Arche’ e le quattro unita’ di volontari che tutte le settimane scendono in strada per incontrare le ragazze. La volonta’ comune e’ quella di ‘fare rete’ per condividere esperienze, competenze e linee di pensiero e per metterle al servizio di tutti. Quattro incontri on line su Zoom con cadenza bimensile aperti a tutti, non solo agli ‘addetti ai lavori’ (operatori e volontari di unita’ di strada e delle strutture di accoglienza), ma a chiunque voglia capire meglio questo fenomeno e intenda contribuire all’opera di sensibilizzazioni

Papa Francesco si è espresso in modo molto netto contro la prostituzione. “Serve una presa di coscienza a livello individuale e collettivo, anche come Chiesa, per aiutare veramente queste nostre sfortunate sorelle e per impedire che l’iniquità del mondo ricada sulle più fragili e indifese creature – ha detto Qualsiasi forma di prostituzione è una riduzione in schiavitù, un atto criminale, un vizio schifoso che confonde il fare l’amore con lo sfogare i propri istinti torturando una donna inerme”.

 

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