A San Pietro si accendono l’albero e il presepe

Inaugurazione dei due simboli del Natale. La cerimonia spostata in aula Paolo VI. Il Papa invita i fedeli a non pensare solo al consumismo

L’albero a San Pietro
L’albero a San Pietro

Il maltempo su Roma, da questo pomeriggio battuta da una forte pioggia, ha costretto le autorità vaticane a spostare l’inaugurazione del presepe e dell’albero a San Pietro in aula Paolo VI. I due simboli della Natività sono stati accesi a distanza tramite un pulsante. Presenti le delegazioni ufficiali dei luoghi di origine del Presepe e dell’albero, provenienti rispettivamente dalla Regione Huancavelica del Peru’ e da Andalo in Trentino. L’arrivo dell’albero a fine novembre però è stato preceduto da pesanti polemiche da parte degli ambientalisti, visto che è stato abbattuto un esemplare di 113 anni. 

Il Presepe artistico è stato realizzato con statue che ritraggono uno spaccato di vita degli abitanti delle Ande. All’inaugurazione hanno partecipato, tra gli altri, mons. Carlos Salcedo Ojeda, vescovo della Diocesi di Huancavelica, e Oscar Maurtua de Romana, ministro degli Esteri del Governo del Peru’. Nel corso dell’inaugurazione dell’albero e del presepe andino allestiti in piazza San Pietro, Oscar Maurtua de Romana, ministro degli Esteri del Governo del Perù, ha invitato il Pontefice nel Paese. Per l’albero di Natale – il maestoso abete rosso o peccio (Picea abies), alto 28 metri e del peso di 8 tonnellate, decorato con particolari sfere in legno – hanno partecipato, tra gli altri, mons. Lauro Tisi, arcivescovo di Trento, e il sindaco di Andalo, Alberto Perli.

 

In mattinata le delegazioni erano state ricevute dal Papa. “Non viviamo un Natale finto, commerciale”, ha detto Francesco ribadendo che questo Natale non deve essere inquinato dal “consumismo e dall’indifferenza. I suoi simboli, specialmente il presepe e l’albero addobbato, ci riportano alla certezza che ci riempie il cuore di pace, alla gioia per l’Incarnazione, a Dio che diventa familiare: abita con noi, ritma di speranza i nostri giorni. L’albero e il presepio ci introducono a quel clima tipico del Natale che fa parte del patrimonio delle nostre comunita’: un clima ricco di tenerezza, di condivisione e di intimita’ familiare – ha rimarcato il Pontefice – Lasciamoci avvolgere dalla vicinanza di Dio, dall’atmosfera natalizia che l’arte, le musiche, i canti e le tradizioni fanno scendere nel cuore”. 

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