Abusi nella Chiesa, il Papa vuole fare luce

Da giovedì il vertice in Vaticano con i responsabili delle conferenze episcopali per la protezione dei minori. Francesco: atto di forte responsabilità pastorale

Vaticano, al via vertice su abusi
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La Chiesa ragiona sul tema degli abusi sessuali nella Chiesa. L’appuntamento piu’ atteso nella settimana di cronaca e’ il summit in Vaticano sulla Protezione dei minori, in programma dal 21 al 24 febbraio. Oggi e’ prevista una conferenza stampa di presentazione dell’incontro che si terra’ nell’Aula Nuova del Sinodo. 

Il summit sugli abusi, al quale sono stati invitati i presidenti di tutte le Conferenze episcopali del mondo e i prefetti delle Congregazioni della Santa Sede, e’ stato fortemente voluto da Papa Francesco. Il Pontefice presenziera’ a tutte le riunioni. E’ la prima volta che si tiene un incontro a questo livello: nel 2012 per iniziativa di Benedetto XVI il Centro per la protezione dei minori della Gregoriana si fece promotore di una iniziativa simile ma in quella occasione furono invitati i delegati delle Chiese locali e degli ordini religiosi per la protezione dei minori.

Il summit vertera’ sui temi: responsabilita’ dei vescovi, “accountability” e trasparenza. E in Vaticano confluiranno, in quelle date, giornalisti provenienti da tutto il mondo. La sala stampa sarà strapiena, tantoché sembra che i breifing saranno effettuati nel vicino istituto Augustianum.

I lavori saranno chiusi ai giornalisti, anche perché il Papa ha voluto che i vescovi fossero pienamente liberi di esprimersi su come prevenire e reprimere il dramma degli abusi. Momento toccante sarà quando a inizio seduta dovrebbe essere proiettato un video in cui alcune vittime racconteranno la loro esperienza e lanceranno una sorta di appello affinché da questi lavori emergano soluzioni concrete. La remissione allo stato laicale dell’ex arcivescovo di New York McCarrick, comunicata sabato, è stata in qualche modo un anticipo di questo vertice. 

Ieri, all’Angelus, Francesco ha invitato “ a pregare per questo appuntamento, che ho voluto come atto di forte responsabilita’ pastorale davanti a una sfida urgente del nostro tempo”. L’ammissione che in passato non è stato fatto a sufficienza. 

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