Addio ad Alessandro Filippi, il manager che ha rilanciato Ama nella Roma del Giubileo

Al suo impegno si devono importanti passaggi di modernizzazione dell'azienda: la nascita di Ucronia, il programma di digitalizzazione dei servizi di spazzamento stradale e raccolta rifiuti, il rinnovamento della flotta, la riorganizzazione dei servizi sul territorio

Si è spento all’età di 56 anni, dopo una lunga malattia, Alessandro Filippi, direttore generale di Ama Spa. Una scomparsa che ha suscitato un cordoglio ampio e trasversale, dal mondo delle aziende partecipate capitoline alla politica.

Filippi non era un volto nuovo per l’azienda dei rifiuti di Roma: l’aveva già diretta dal dicembre 2014 al febbraio 2016, prima di tornarne alla guida nel luglio 2023. In questo secondo mandato ha attraversato una delle fasi più delicate e insieme più significative della storia recente della città, quella del Giubileo 2025. Sotto la sua direzione, Ama ha gestito con esiti “unanimemente riconosciuti”, si legge nella nota del Cda dell’azienda, eventi di portata straordinaria: le esequie di Papa Francesco, l’intronizzazione di Leone XIV e il Giubileo dei Giovani a Tor Vergata.

Al suo impegno si devono anche importanti passaggi di modernizzazione dell’azienda: la nascita di Ucronia, il programma di digitalizzazione dei servizi di spazzamento stradale e raccolta rifiuti, il rinnovamento della flotta, la riorganizzazione dei servizi sul territorio e l’avvio della costruzione dei nuovi impianti necessari alla chiusura del ciclo dei rifiuti a Roma.

“Verrà ricordato anche per la sua spiccata umanità, che gli ha consentito di costruire legami con le persone prima ancora che con i colleghi”, scrive ancora il Cda di Ama, sottolineando “la grande passione e dedizione spese fino all’ultimo al servizio dell’Azienda e della città”.

Parole simili arrivano da Atac, che parla della perdita di “un manager di grande capacità, dedizione e assoluto valore umano”, e dal gruppo del Partito democratico in Campidoglio, che lo descrive come “un dirigente pacato, intelligente e competente, che ha saputo accompagnare Ama in una fase importante, restituendo all’azienda un respiro più ampio e quella capacità di programmare di cui Roma aveva bisogno”. Ma, aggiungono i consiglieri dem, “perdiamo soprattutto una persona perbene, che ha interpretato il proprio ruolo con grande senso delle istituzioni e della responsabilità”, capace fino all’ultimo, “anche nella fase più difficile di una lunga malattia”, di mettere “il lavoro e il servizio alla città davanti a tutto”.

 

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