Aereo precipitato a Linate, le ultime parole del pilota: “Chiedo di rientrare”

Poi lo schianto. Sopralluogo dei pm sul posto. Analisi sulla scatola nera

Prima un vertice in procura tra i pm titolari delle indagini, poi un nuovo sopralluogo dei magistrati sul luogo del disastro. Sono i primi passaggi dell’inchiesta avviata dalla procura di Milano per far luce sul disastro aereo che ieri ha provocato 8 morti.

Il velivolo privato pilotato dall’immobiliarista romeno 68enne Dan Petrescu si è schiantato pochi minuti dopo il decollo l’aereo privato su un palazzina in ristrutturazione a San Donato Milanese, comune alle porte del capoluogo lombardo. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, prima della tragedia ci sarebbe stato un contatto radio tra il pilota e il centro di controllo dell’aereoporto di Linate.

Ma alla domanda del controllore di volo, “perchè avete deviato, per evitare una turbolenza?”, Petrescu avrebbe replicato con un secco “no”. Subito dopo l’aereo è scomparso dai radar è si è schiantato.

Il Pilatus pc-12 era di proprietà dello mangnate, era appena decollato da Linate ed era diretto ad Olbia, in Sardegna. L’immobiliarista è morto nello schianto insieme agli altri 7 passeggeri: suo figlio, il 30enne Stefan Petrescu, la moglie di 68 anni, il suo amico Julien Brossard, 36 anni. Tra le vittime anche i componenti di una famiglia italo-francese: il 33enne imprenditore Filippo Nascimbene, sua moglie Stephanie Caroline Alexandreoscu, 34 anni, il loro figlioletto di un anno e la madre 56enne Mirua Anca Wanda Lorinschi.

Per accertare la causa e ricostruire la dinamica della tragedia, cruciale sarà l’analisi della scatola nera che è stata rintracciata sul luogo dello schianto e che a breve sarà acquisita dagli inquirenti.

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