Afghanistan: atterrato a Fiumicino aereo con diplomatici e collaboratori afghani

Al via controlli sanitari per rientrati da Kabul. Medico afghano, migliaia rischiano vita a Kabul

Afghanistan. atterrato aereo militare Daniele Leone/Ag.Toiati

E’ atterrato a Fiumicino l’aeroplano KC 767 dell’Aeronautica Militare con a bordo circa 70 persone tra personale diplomatico ed ex collaboratori afghani. Lo rende noto un comunicato del ministero degli Esteri.

Il volo, partito nella giornata di ieri, rientra nel piano per riportare in patria il personale dell’ambasciata italiana e nell’operazione Aquila Omnia per portare in Italia gli ex collaboratori afghani con loro famiglie.

Piano e operazione pianificati e diretti dal Comando Operativo di Vertice Interforze, comandato dal Generale di Corpo d’Armata Luciano Portolano, ed eseguito dal Joint Force Headquarter, elemento operativo del Covi con la collaborazione per la prima accoglienza e il supporto sanitario della Croce Rossa Italiana.

Personale sanitario, con Croce Rossa e ministero della Salute, ha cominciato a sottoporre tutti i rimpatriati al tampone anti Covid mentre l’area interna ed esterna e’ sotto la stretta sorveglianza di polizia e carabinieri. Le operazioni di sbarco e di accoglienza dei rimpatriati avvengono senza contatto ravvicinato della stampa presente dietro un cordone all’esterno del Terminal.

“E’ stato triste lasciare l’Afghanistan. Quando siamo partiti noi era abbastanza ordinata la situazione ma abbiamo comunque dovuto attendere per il decollo. Tanta gente doveva venire sui voli ma non e’ venuta. C’e’ stato anche un tentativo da parte di qualcuno di entrare sull’aereo nostro. Ora grande gioia ed un ringraziamento a tutti. Certo, l’Afghanistan e’ molto imprevedibile e questo e’ uno dei classici esempi di imprevedibilita’. Ce l’ho nel cuore e non ne uscira’ mai”. E’ la testimonianza di Giuseppe Grandi, direttore dell’Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo a Fiumicino.

“Ci sentiamo traditi. I nostri collaboratori hanno creduto in noi e ora sono abbandonati e rischiano a vita. Abbiamo lasciato collaboratori a Kabul e non sappiamo ora come aiutarli, come dobbiamo fare. Donne che non possono muoversi, che hanno collaborato con noi , che abbiamo formato, ostetriche, medici, che lavoravano con noi ed ora sono abbandonati. I nostri ospedali sono abbandonati, non hanno farmaci, e malati muoiono. Bambini che non hanno da mangiare. La situazione e’ gravissima. Io sono un medico rifugiato che ha collaborato a progetti sanitari a Kabul e nelle province. Abbiamo costruito progetti ed ora sono abbandonati. Avevo creduto molto nella transizione ed ora sono deluso”. Lo ha detto un medico afghano che lavora con l’agenzia italiana per la Cooperazione e si trovava sull’aereo arrivato oggi a Fiumicino proveniente da Kabul.

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