19 Giugno 2021
Il meteo a Roma

Altolà Usa a vaccino J&J

D'Amato, su J&J si decida subito o tempesta perfetta

Gli Usa raccomandano una ‘pausa’ per il vaccino monodose Johnson & Johnson contro il Covid-19 per indagare su segnalazioni di coaguli.

In una dichiarazione congiunta, il Cdc (Centers for Disease Control and Prevention) e la Fda (Food and Drug Administration) riferiscono che indagano sui casi di trombi sviluppatisi in sei donne nei giorni successivi alla vaccinazione, in combinazione con valori bassi di piastrine. Negli Stati Uniti sono state somministrate oltre 6,8 milioni di dosi del vaccino J&J. I canali di distribuzione federali Usa sospenderanno l’uso delle dosi di J&J ed è atteso che Stati e altri fornitori facciano lo stesso.

La commissione consultiva del Cdc per le pratiche di immunizzazione si riunirà domani, mercoledì, per discutere di questi casi; e anche la Fda ha lanciato un’indagine sui casi stessi. “Finché il processo non verrà completato, raccomandiamo una pausa nell’uso di questo vaccino per abbondanza di prudenza”, affermano nella dichiarazione congiunta la dottoressa Anne Schuchat, vice direttrice principale del Cdc, e il dottor Peter Marks, direttore del Center for Biologics Evaluation della Fda.

Come funziona il vaccino J&J

Il vaccino J&J utilizza una tecnologia diversa da quella dei vaccini a Rna prodotti da Pfizer/BioNTech e Moderna. Si tratta infatti di un vaccino a vettore virale, proprio come AstraZeneca: un frammento di Dna corrispondente alla proteina Spike, la chiave con cui il virus Sars-CoV-2 entra nelle cellule, viene inserito in un virus innocuo per l’uomo e opportunamente modificato. Il virus infetta le cellule umane e il DNA viene cosi’ letto e tradotto in proteina. Quest’ultima e’ l’antigene contro cui poi monta la risposta immunitaria. Dai trial clinici condotti, che hanno coinvolto all’incirca 44mila persone, l’efficacia del vaccino Johnson & Johnson e’ risultata pari a circa il 66 per cento. Ma contro la variante sudafricana la percentuale di efficacia scende, intorno al 57 per cento. Tuttavia, si stima che il vaccino possa prevenire le forme gravi di Covid fino al 77 per cento dopo 14 giorni dalla somministrazione e almeno all’85 per cento dopo 28 giorni. La Johnson & Johnson dovrebbe fornire all’Unione Europea 200 milioni di dosi entro la fine del 2021 e all’Italia ne spetta una quota proporzionale alla sua popolazione. Dopo la prima tranche da 184 mila dosi, sbarcate oggi a Pratica di Mare, secondo l’ultimo aggiornamento del piano vaccinale arriveranno nel nostro Paese nel secondo trimestre 7,3 milioni di dosi, cui seguiranno 15,9 milioni di dosi nel terzo trimestre e 3,3 milioni nel quarto, per un totale di 26,5 milioni di dosi entro il 2021. In totale, entro la fine di giugno l’azienda americana dovrebbe consegnare all’Ue 55 milioni di fiale, ma a causa di problemi nella catena di produzione non e’ escluso che ci possano essere dei ritardi, cosi’ come e’ successo negli Usa.

“E’ bene che sul vaccino Johnson & Johnson ci sia una decisione rapida, chiara, definitiva, senza tentennamenti ed incertezze. Bisogna evitare di fare cio’ che e’ stato fatto con il vaccino Astrazeneca. Le autorita’ si pronuncino con una voce sola, anche perche’ negli USA si trovano in una situazione totalmente diversa avendo gia’ somministrato alla popolazione milioni di dosi. Mi auguro che si mantenga un livello di razionalita’ e di pragmatismo, il rischio di una tempesta perfetta e’ molto alto”, ha dichiarato l’Assessore alla Sanita’ della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

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