Ama: è record di malati, netturbini senza green pass

Nell’azienda +25% di assenze per malattia. Colpo di grazia per l’attività del colosso pubblico già guastato da un assenteismo record e una mina sul piano di Gualtieri

Una strana pestilenza sì è propagata tra i lavoratori dell’Ama, appena è entrato in vigore l’obbligo di Green pass. I bollettini settimanali che arrivano sulla scrivania dell’amministratore unico, ormai uscente, Stefano Zaghis, segnano questo trend: +25% di assenze per malattia.

Quasi un colpo da kappaò – scrive ‘Il Messaggero’ – per un colosso pubblico già guastato da un assenteismo record (il 15% dei dipendenti non sì presenta a lavoro, ferie e riposi settimanali esclusi, ça va sans dire), anche perché l’impennata di certificati medici non arriva da sola, ma insieme a una carrellata di problemi con gli impiantì fuori città, che o non accettano proprio i camion dell’Ama o li accettano ma in quota molto ridotta rispetto ai patti.

Risultato: i cassonetti traboccano come prima, più di prima. Le pile d’immondizia lievitano sui marciapiedi e a bordo strada, dal Tuscolano alla Garbatella, alla Balduina, solo per citare alcune delle zone più disastrate. Di fatto, è questa la prima vera mina sul piano di pulizia straordinaria della città appena sfornato dal neo-sindaco Gualtieri, che ha preso l’impegno di far sparire spazzatura ed erbacce dai quartieri entro Natale. Insomma, tra 51 giorni.

In attesa che arrivino i bonus “di produttività” per i netturbini, nel palazzone di via Calderón de la Barca, la sede dell’Ama, arrivano i referti dei dottori. Una pioggia di certificati che lascia sguarniti i camion (e lascia, soprattutto, l’immondizia nei bidoni). Zaghis conferma a ‘Il Messaggero’: “La città non sarebbe in queste condizioni se non ci fosse anche il tema del Green pass e l’aumento delle malattie”. I numeri? “Mediamente le assenze in questa settimana e in quella passata sono aumentate del 25%, addirittura la prima settimana, quando è scattato l’obbligo, erano cresciute del 35 % ” .

La municipalizzata, oltre 7mila dipendenti, ha chiesto le visite fiscali. “Le abbiamo chieste, certo – riprende l’amministratore unico – ma l’Inps è sommerso da questo tipo di domande da parte delle aziende, perché è un problema che riguarda tante società, non solo Ama. Il risultato è che ne abbiamo ottenute pochissime, di visite, qualche decina al massimo”.

A fronte di centinaia di forfait ogni giorno. Zaghis naturalmente non ce l’ha col pass, strumento sacrosanto, dice, “perché io Stato ha deciso che la priorità in tempi di pandemia è la vaccinazione, ma paghiamo anche questo, una minore disponibilità di persone, che impatta sul servizio”.

Stime ufficiali sui netturbini non vaccinati non ci sono, per ragioni di privacy, ma secondo i sindacati tra il 15 e il 20% degli addetti finora ha scansato la dose anti-virus. E questo è il risultato. Anche perché l’Inps su Roma e provincia può contare su appena 130 medici per i controlli, comprese le verifiche dell’invalidità.

L’altro tarlo sono gli impianti che avrebbero dovuto aiutare la Capitale. Anche quelli che si erano fatti avanti, adesso latitano, Ad agosto l’exsindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ora rimpiazzato dal demo-grillino Gaetano Manfredi, prometteva: “Siamo pronti a ricevere 150 tonnellate di rifiuti al giorno dalia Capitale”. Ma il soccorso campano si è rivelato un fiasco. Un mese fa, subito dopo il voto, ecco il dietrofront: «Ci hanno comunicato che non riceveranno le tonnellate da Roma. In Campania i nostri camion non sono mai andati», riprende Zaghis. E non è l’unica defezione: anche in Toscana erano stati prenotati 3 impianti, ma solo uno per ora ha aperto i cancelli.

Altri problemi in ordine sparso si registrano nel Frusinate e in provincia dì Latina. “Alcuni impianti poi fanno la guerra a Roma, dopo la riapertura della discarica di Albano”, rivela l’ad dimissionario, che dovrebbe essere rimpiazzato tra domani e lunedì. Quando è in programma uno sciopero.

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