Anno giudiziario: pg, usura fenomeno criminale tipico di Roma

Relazione del procuratore generale presso la corte d'appello di Roma Antonio Mura: "Capitale snodo affari leciti e illeciti"

mazzette soldi

L’usura “continua ad essere uno dei fenomeni criminali tipici, e percio’ piu’ diffusi, della Capitale. Accanto ai soggetti che autonomamente si dedicano ai prestiti a tassi usurari (i cosiddetti ‘cravattari’), opera la criminalita’ organizzata che si dedica a tale attivita’ criminale per ‘mettere a reddito’ i capitali accumulati e nello stesso tempo penetrare nel tessuto economico della citta’”. Lo ha osservato il procuratore generale della corte d’appello di Roma, Antonio Mura, nella relazione per l’anno giudiziario.

“Le indagini svolte nel periodo in esame hanno consolidato la constatazione del sistematico ricorso, soprattutto da parte delle cosiddette nuove mafie, all’usura anche come mezzo di assoggettamento delle persone (sia quali privati sia quali soggetti economici cui nella fase finale espropriare l’attivita’ per acquisirla di fatto) dello specifico segmento territoriale di operativita’ della singola associazione”, ha aggiunto Mura.

Roma, soprattutto il territorio metropolitano, ma anche l’area limitrofa e il basso Lazio, costituiscono, anche dal punto di vista mafioso,” il teatro di una presenza soggettivamente plurima ed oggettivamente diversificata, a carattere certamente non monopolistico. Non c’e’ un solo soggetto in posizione di forza e dunque di preminenza sugli altri, ma sullo stesso territorio coesistono e interagiscono diverse soggettivita’ criminali”, afferma Antonio Mura.

Per il magistrato, la capitale “rappresenta uno snodo importante per tutti gli affari leciti ed illeciti: le organizzazioni criminali tradizionali (soprattutto ‘ndrangheta e camorra) da lungo tempo acquisiscono, anche a prezzi fuori mercato, immobili, societa’ ed esercizi commerciali nei quali impiegano ingenti risorse economiche provenienti da delitti”. “Accanto alla vera e propria novita’ della presenza di organizzazioni mafiose di matrice autoctona, opera una composita galassia criminale, tanto nutrita quanto pericolosa, fatta di singoli o gruppi che costituiscono altrettante proiezioni, in senso ampio, delle organizzazioni mafiose tradizionali, della ‘ndrangheta, innanzitutto, di diversi gruppi di camorra, ma anche di Cosa Nostra. Tali proiezioni operano secondo modelli non necessariamente omogenei quanto a natura, complessita’, stabilizzazione e autonomia della struttura, tanto da non poter essere sempre qualificate in termini di autonoma associazione di tipo mafioso”, ha osservato Mura.

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