Atac, campionario di inciviltà degli utenti sui mezzi pubblici di Roma

Manuale di Odissea Quotidiana sulle cattive abitudini dei passeggeri su bus e metro

Il degrado dei mezzi pubblici di Roma è colpa di chi li gestisce o di chi ne usufruisce?

In quello che sembra essere un concorso di colpa che vede omissioni sia da parte dell’azienda che da parte dell’utenza, ci sono responsabilità che attengono quasi esclusivamente ai passeggeri. Colpe che risiedono spesso nella scarsa educazione, nella disinvoltura di certi atteggiamenti e in malcostumi che negli anni si sono sedimentati divenendo consuetudini.

A elencarli ci ha pensato Odissea Quotidiana che he messo in luce i principali comportamenti scorretti dell’utenza:

 

  • Flussi in entrata e in uscita non rispettati, per una prassi che si stima faccia perdere il 10% della velocità commerciale della vettura

 

  • Non rispettare l’indicazione di reggersi agli appositi sostegni (art.18 18 del D.P.R. dell’11/7/1980. Una cattiva abitudine che rischia di mettere a repentaglio la propria incolumità e quella degli altri passeggeri in caso di frenata brusca della vettura.

 

  • Eccessiva confidenza data ai conducenti. Secondo OQ, la figura e il ruolo del guidatore viene svilito dal modo eccessivamente confidenziale – molto romano – con cui molti utenti si rivolgono i dipendenti Atac. Tradotto: un po’ più di formalità non guasterebbe.

 

  • L’autobus-mensa. L’erba cattiva non muore mai, nemmeno l’abitudine di mangiare sugli autobus. Una prassi che contagia anche molti turisti, convinti che il bus sia un po’ un mezzo pubblico un po’ un camion bar.
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