Atac, dibattito sul troppo spazio tra autisti e utenza: rende i bus strapieni

Con gli autobus romani affollati, in molti si chiedono se non sia il caso di ridurre lo spazio di sicurezza

Come unire la funzionalità dei servizi pubblici con la sicurezza dei lavoratori? La questione, piuttosto delicata, si ripercuote inevitabilmente sul trasporto pubblico, dove centinaia di autisti devono preservare la propria incolumità a fronte di possibili contagi. L’altra faccia della medaglia è la capienza ridotta degli autobus a causa del coronavirus: per proteggere i conducenti, infatti, è stato creato uno spazio di sicurezza molto ampio, che riduce considerevolmente la capacità dei mezzi. Il risultato, non solo per colpa della riduzione precauzionale, sono autobus strapieni che rendono più facili i contatti a rischio con gli altri utenti.

Nelle ultime settimane, a Roma ci si è iniziati a interrogare sulla questione, mettendo in discussione la distanza che intercorre tra passeggeri e conducenti. Un dibtttito partito dal basso, dalle riflessioni di blogger e utenti che si trovano a vivere quotidianamente i disagi del trasporto pubblico di linea.

Come si può vedere in questa foto, un distanziamento eccessivo appare inutile e deleterio. Tra le proposte va segnalata quella di Odissea Quotidiana, che invita l’Atac a portare a un metro la distanza di sicurezza senza togliere spazio prezioso a vetture che – in questa fase più che mai – devono essere funzionali ed efficienti.

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