Atac, i bus fermi al capolinea con il motore acceso sono diventati un caso

Atac a Radiocolonna: in generale i motori devono essere spenti. Segnalazioni in tutta Roma

Fa discutere molto una piega poco green – per usare un eufemismo – che ha preso piede tra alcuni autisti di Atac. Negli ultimi mesi, infatti, sono tante le segnalazioni (spesso corredate da video) che raccontano un brutto trend adottato da alciune vetture della municipalizzata dei trasporti di Roma: il motore acceso mentre il mezzo è fermo.

A Radiocolonna, Atac ha confermato che – in generale – chi guida mezzi della municipalizzata e sta fermo è tenuto ad avere il motore spento.

L’ultima segnalazione è di stamattina e proviene da Ostia Lido, più precisamente al capolinea del bus 05 tra Via Mar Rosso e Via Mar Glaciale Artico. Nel video, postato da Alfredo Ferrante, si vede e si sente un bus fermo il cui motore acceso rimbomba nelle prime ore della mattina:

Situazioni analoghe si sarebbero verificate anche al capolinea della stazione Tiburtina così come a Termini. Esemplificativo un caso avvenuto sulla Tiburtina qualche anno fa. Siamo a Piazza Sacco, a due passi da Santa Maria del Soccorso. Con un tweet, una docente descrive ad Atac una situazione incresciosa che stava avvenendo al capolinea sotto alle scuole della piazza: un bus fermo, con il motore acceso, che emanava esalazioni poco salutari verso le aule. Il tutto in un periodo in cui vigevano le norme anticovid che prescrivevano le finestre aperte nei plessi scolastici:

La stessa docente, nelle settimane successive, ha tenuto aggiornata Atac sugli sviluppi della vicenda. Risolta? Nemmeno per sogno, da quanto riferito dalla docente:

Ma il problema pare non riguardi solo gli autobus ma anche alcune auto di servizio di Atac che girano per le strade di Roma. Alcuni utenti raccontano di automobili e furgoni della municipalizzata fermi e con il motore acceso nelle aree più disparate della Capitale: nel centro storico ma anche in zone più decentrate (ad esempio Grottarossa).

Esiste un tema legato alle condizioni climatiche per chi lavora in strada: clima torrido d’estate e freddo d’inverno. Immaginiamo un autista alla sua quinta corsa, in piena estate, al sole, in un capolinea privo di protezioni o zone ombreggiate. In quel caso si può anche capire (umanamente) che, invece di lavorare grondante di sudore, il dipendente Atac abbia la tentazione di stare al fresco. Tuttavia ci troviamo in un periodo storico in cui l’attenzione alla sostenibilità ambientale è diventata prioritaria e condiziona le scelte dei due grandi attori in campo in questa partita: Atac, che sta rendendo più green la sua flotta e i cittadini romani, giustamente sempre più esigenti sul tema e costretti anche a sacrifici importanti (vedi l’adeguamento futuro dei propri veicoli in previsione della Fascia Verde) per adeguarsi a nuovi parametri.

Un altro tema importante riguarda le condizioni in cui si trovano molti capolinea, spesso cattedrali nel deserto, prive di pensiline e solo con qualche bagno chimico a disposizione. Un rinnovamento dei capolinea che li renda più vivibili e funzionali è altamente auspicabile e toglierebbe qualsiasi alibi a comportamenti impropri.

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