Atac, primo giorno per il bus alla londinese: com’è andata?

La sperimentazione sul 669 con tornelli ed entrata anteriore. Il racconto di Carlo Tortorelli di Trenino Blu

Primo giorno di scuola per un bus Atac in formato europeo con entrata anteriore e tornelli anti-evasione. Come annunciato dalla stessa azienda, ieri è andato in scena l’anno zero di un nuovo modo di concepire la presenza dell’utenza sui bus romani. Protagonista la circolare 669 attiva in zona Marconi, con una vettura che è stata dotata di tornelli e di personale ispettivo per controllare il flusso. “C’erano quasi più dirigenti di Atac che utenti – racconta a Radiocolonna Carlo Tortorelli di Trenino Blu che ha provato la linea all’esordio – ci sono problemi di tempistiche visto che l’autista prima apre la porta davanti per l’ingresso e poi quella centrale per l’uscita. Il risultato è che si perde molto tempo.”

In questi giorni la sperimentazione può far affidamento anche su un controllore di Atac che monitora le operazioni, ma in futuro ci sarà il tornello a dissuadere i portoghesi. In che modo? Con un avviso acustico e led lampeggianti che si attivano se dovesse essere forzato da qualcuno. L’altezza del tornello non sembra possa evitare il salto dell’ostacolo e sarà interessante vedere quanto costituirà un deterrente per i ‘portoghesi’ più giovani e atletici.

Molti utenti sono apparsi spaesati e la battaglia si preannuncia più culturale che organizzativa.

“Ora è importante che la sperimentazione venga monitorata per verificare i ricavi da esercizio e poi magari estenderla a quelle linee periferiche in cui si fatica di più a far pagare il biglietto – prosegue Tortorelli – un controllore fisso è antieconomico e in una seconda fase il controllo potrà avvenire occasionalmente”. Dare continuità all’iniziativa sarà fondamentale per evitare che la sperimentazione finisca nel dimenticatoio. Nel complesso comunque l’iniziativa sembra un primo passo importante verso un’europeizzazione dei nostri bus, purché venga monitorata e allargata con cognizione di causa. “Il famoso ‘modello londinese’ è una semplificazione giornalistica che vale come discorso culturale, visto che a Londra i tornelli non esistono – conclude Tortorelli – ma ben venga il tornello se serve come simbolo per incentivare questa novità.”

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