Attacco hacker: nessuna conseguenza dopo termine ultimatum

Indagini sui collegamenti con gli autori del raid a Zegna

L’ultimatum è scaduto ieri sera alle 23 ma per il momento non si è registrata nessuna conseguenza concreta legata all’attacco hacker che ha colpito la Regione Lazio.

“La situazione sembrerebbe tranquilla, ma il condizionale è d’obbligo”, riferiscono qualificate fonti investigative pronte a sottolineare che la pagina di rivendicazione che ha fatto scattare il conto alla rovescia di 72 ore non è più raggiungibile sul web.

Il rischio era legato alla possibilita’ che alcuni dati carpiti dai pirati telematici potessero finire nel dark web.

Gli agenti della Polizia Postale che indagano sull’offensiva, coordinati dalla procura di Roma, stanno continuando a svolgere accertamenti, analizzando i dati acquisiti, in collaborazione con l’Europol e l’Fbi statunitense, per chiarire l’origine dell’attacco con ransomware cryptolocker e analogie con attacchi avvenuto all’estero ma anche in Italia di recente.

L’attenzione degli inquirenti della Polizia Postale, titolari delle indagini coordinate dai pm dell’antiterrorismo della procura di Roma, si concentra ora sui possibili collegamenti tra il raid informatico sferrato al Centro elaborazione dati della Regione Lazio e quello che ha colpito il gruppo di moda Ermenegido Zegna. Il sospetto che serpeggia tra gli investigatori è che dietro i due attacchi possa nascondersi un’unica regia. Le indagini prosegono a pieno ritmo.

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