Autodemolitori in protesta, chiedono aree dove trasferire impianti

Risale al 1997 la decisone di delocalizzare gli sfasciacarrozze fuori dal Raccordo Anulare. Ma ad oggi non è ancora stata trovata una soluzione

Continua la protesta degli autodemolitari della Capitale per la vicenda della delocalizzazione mancata degli impianti. Secondo quanto riporta oggi il dorso locale di Repubblica, ieri – operai e titolari – si sono riuniti per un sit-in davanti al ministero dell’Ambiente in via Cristoforo Colombo per chiedere che siano individuate le aree dove poter trasferire le imprese di demolizione.

La vicenda parte nel 1997  quando fu deciso che gli sfasciacarrozze si sarebbero dovuti spostare fuori dal Raccordo Anulare. Solo che, a suon di proroghe, tutto è continuato come prima, fino alla scorsa estate quando non sono più arrivati i rinnovi ma neppure si è trovata una soluzione definitiva per i trasferimenti.

E’ quindi da luglio che gli autodemolitori protestano perché sostengono di essere costretti a chiudere “anche se in possesso di tutti requisiti di legge”, perché l’amministrazione comunale “non delocalizza nonostante l’accordo del 1997”.

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