Blitz nel fortino della droga a Roma: in cella la narcos della Magliana Fabiola Moretti

A Roma. Il gip, 'è leader del gruppo e vive di narcotraffico'

I controlli dei carabinieri

La donna della Banda della Magliana torna in carcere e ancora una volta per una storia di droga. Fabiola Moretti, 66 anni, e’ tra gli arrestati di un’operazione anti droga a Roma conclusasi con l’arresto di 21 persone. La donna e’ accusata di traffico di droga e in sostanza per chi indaga era lei a comprare lo stupefacente a Napoli per rifornire le piazze di spaccio che l’organizzazione gestiva nella capitale. Anzi per il Gip di Roma era lei “la leader del gruppo”, “una che ha fatto del narcotraffico la sua professione”.

Fabiola Moretti, compagna di personaggi di spicco della Banda della Magliana come Antonio Mancini e Danilo Abbruciati, secondo il capo di imputazione citato nell’ordinanza, agiva da intermediario per l’acquisto di cocaina e in piu’ di una circostanza si e’ recata a Napoli per reperire la sostanza stupefacente. Secondo il gip la donna “e’ leader del suo gruppo familiare e si prodiga per recupere forniture di stupefacenti a vantaggio delle due associazioni a delinquere. Vive del narcotraffico del quale fa professione”. E a finire in carcere questa volt anche sua figlia, Nefertari Mancini, 28 anni. Gia’ in passato Fabiola Moretti era stata coinvolta e arrestata in indagini sul traffico di stupefacenti. Fu anche protagonista indiretta di numerosi fatti di cronaca nera della Capitale: dall’omicidio del giornalista Mino Pecorelli alla scomparsa di Emanuela Orlandi.

Le indagini della Procura di Roma hanno portato alle ordinanze eseguite oggi dai carabinieri della Compagnia di Pomezia e della Stazione Roma Divino Amore: per i 21 indagati le accuse sono, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, spaccio e detenzione ai fini di spaccio in concorso. L’attivita’ investigativa ha consentito di accertare l’esistenza di due distinti gruppi criminali dediti al traffico di stupefacenti e allo spaccio al dettaglio. Quartier generale delle attivita’ criminose era un comprensorio a Santa Palomba, tra Roma e Pomezia, protetto da un sistema modello Scampia ovvero di vedette che avvisavano non appena avvistavano persone o veicoli ‘sospetti’. L’organizzazione trafficava e piazzava sulle piazze di spaccio romane non solo cocaina ma anche hashish e marijuana.

Per proteggersi da eventuali intercettazioni i componenti della banda parlavano in codice. Ma le indagini si sono avvalse anche di videoriprese che assieme a riscontri investigativi sono stati sufficienti per far scattare oggi il blitz.

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