Calano le intimidazioni ai giornalisti ma Roma e il Lazio restano da record

report del Ministero dell'Interno

La buona notizia che arriva dal report del Ministero dell’Interno sulle aggressioni e intimidazioni ai giornalisti è che sono in calo. Il 43% in meno nel primo semestre 2022 rispetto a quello dell’anno precedente. La brutta, purtroppo, è che i colleghi del Lazio sono tra i più colpiti e in particolare quelli dell’area metropolitana di Roma.

Se nel Lazio, insieme a Lombardia, Calabria, Campania e Puglia sono stati commessi oltre 6 reati su 10 nei confronti di giornalisti, Roma è quella che fa segnare più intimidazioni in assoluto con 11. Atti compiuti, nell’80% dei casi, contro colleghi o attraverso i social media o con vere e proprie aggressioni. Per queste ultime basta ricordare quanto accaduto, per esempio, con le manifestazioni dei “no vax” o dei tassisti.

“Se da un lato possiamo dirci soddisfatti del calo delle intimidazioni – sottolinea Giovanni Del Giaccio, responsabile della Macroarea di Stampa Romana Libertà di informare -, dall’altro sollecitiamo ulteriormente la necessità di dotare il nostro Paese di una norma come il reato di ostacolo all’informazione, già all’attenzione del Parlamento grazie all’iniziativa di Stampa Romana, Ossigeno per l’informazione e del Sindacato cronisti romani. Finché anche un solo collega non potrà svolgere serenamente la sua attività, il male non sarà fatto solo al giornalista, spesso precario, ma al diritto dei cittadini di essere informati”.

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