Cani salvati dai combattimenti clandestini, da Salerno a Roma per essere curati

Grazie al progetto "Io non combatto" saranno trasferiti in un rifugio della Capitale dove riceveranno cure e riabilitazione psicofisica. L'operazione è stata condotta dalle forze dell'ordine con l'aiuto di Humane Society International e della Fondazione Cave Canem

Rescue and rehoming of 6 dogs (Ascanio, Shrek, Fiona, Michelina, Era/Zoe, Olimpia/Elettra) on November 20, 2021 in Rome, in the framework of the Italian project "IO NON COMBATTO" set up by HSI in Italy and local partner Fondazione Cave Canem on the issue of illegal dog fighting. Martina Pluda (CD HSI in Italy), Federica Faiella (Vicepresident Cave Canem), and Mirko Zuccari (Head dog trainer Cave Canem) lead operations to welcome and give immediate care to the dogs. Other actors involved: Carabinieri Forestali, veterinarian, dog trainers, shelter staff.

Sei cani salvati dai combattimenti clandestini in provincia di Salerno, grazie al progetto “Io non combatto”, saranno trasferiti in un rifugio a Roma dove riceveranno cure e riabilitazione psicofisica. L’operazione è stata condotta dalle forze dell’ordine con l’aiuto di Humane Society International e della Fondazione Cave Canem.

I cani – quattro femmine e due maschi di razza pitbull –  mostrano tutti i segni dei maltrattamenti subiti: cicatrici, ferite aperte, magrezza, fobia e difficoltà a interagire o relazionarsi con i loro simili.

 

 

Il fenomeno dei combattimenti clandestini fra cani è una pratica illegale e crudele, molto diffusa sia a livello che nazionale che internazionale. I cani vengono addestrati per diventare delle vere e proprie armi e sono costretti a sfidarsi fino alla morte. Attorno a questi ring girano scommesse e grandi somme di denaro. A subire immense crudeltà sono anche i cosiddetti “sparring partners”, ovvero animali come cani, gatti, cinghiali e uccelli domestici, usati per l’addestramento brutale dei combattenti.

Con il progetto “Io non combatto” si offrono strumenti concreti contro questo fenomeno – attraverso attività di ricerca e divulgazione scientifica, operazioni sul campo e sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Ma non solo: i professionisti coinvolti intervengono in situazioni concrete, per la riabilitazione comportamentale di cani traumatizzati e per la formazione di personale specializzato. Gli incontri formativi previsti per il 2022, saranno rivolti a medici veterinari, educatori cinofili, operatori di canili, magistrati e forze dell’ordine, in modo che possano riconoscere i segnali della presenza di combattimenti clandestini sul territorio e agire prontamente.

Per contribuire al contrasto dei combattimenti illegali tra cani è possibile donare tempo o fondi cliccando qui.

 

 

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