Carceri: incendio a Casal Marmo, tre minorenni danno fuoco ai materassi

"Questo è il secondo incendio in pochi giorni - spiega il Sappe -. Contesto assai complicato per l'esasperante sovraffollamento"

Ancora un incendio provocato da alcuni detenuti nel carcere minorile di Casal del Marmo, a Roma. E ancora una volta il tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari ha impedito peggiori conseguenze alla struttura edagli reclusi ristretti.

Ricostruisce gli eventi accaduti Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria: “Questa notte, verso le 2, tre detenuti minorenni di origini straniere (uno marocchino, l’altro egiziano ed il terzo tunisino) hanno incendiato i materassi, lenzuola e una parte di suppellettili della cella, causandone l’inagibilità. Questo è il secondo incendio in pochi giorni – racconta Somma -. Il Sappe rivolge un plauso ed un ringraziamento alle donne e agli uomini della polizia penitenziaria che svolgono quotidianamente il servizio a Casal del marmo, pronti a intervenire anche stanotte per evitare una tragedia: svolgono il servizio con grande professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità in un contesto assai complicato per l’esasperante sovraffollamento. Ma servono urgenti provvedimenti per frenare una situazione operativa che è semplicemente allarmante”.

Anche Donato Capece, segretario generale del Sappe, esprime vicinanza e solidarietà al personale di polizia penitenziaria che lavora all’Istituto penale per Minorenni di Casal del Marmo, a Roma, ed aggiunge: “Quanto accaduto nella notte nel carcere minorile di Roma deve necessariamente far riflettere per individuare soluzioni a breve ed evitare che la polizia penitenziaria sia continuo bersaglio di situazioni di grave stress e grande disagio durante l’espletamento del proprio servizio – aggiunge Capece -. Non possono più essere ammissibili e tollerabili atteggiamenti prevaricatori, arroganti da parte di una utenza che ormai, è notorio a tutti, è sempre più spietata ed insofferente al regime penitenziario, sia adulto che minorile. La politica deve farsi carico di tale problema assumendo idonee iniziative legislative per risolvere quando prima tale questione, e non quella scellerata che consente oggi ad ultradiciottenni di essere ristretti in un carcere minorile! Il Sappe, in merito a quanto accaduto, intende rivolgere la propria vicinanza ai poliziotti per il coraggio e le capacità dimostrate dai baschi azzurri di Casal del Marmo”.

Il Sappe ha già annunciato che, a settembre, scenderà in piazza a Roma per sottolineare quanto e come sia importante e urgente prevedere un nuovo modello custodiale, nelle carceri per adulti e minori: “È grave che la recrudescenza degli eventi critici in carcere si è concretizzata quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia penitenziaria – si legge nella nota -. Anche la consistente presenza di detenuti con problemi psichiatrici è causa da tempo di gravi criticità per quanto attiene l’ordine e la sicurezza delle carceri del Paese. Il personale di polizia Penitenziaria è stremato dai logoranti ritmi di lavoro a causa delle violente e continue aggressioni. Ed è grave che, pur essendo a conoscenza delle problematiche connesse alla folta presenza di detenuti psichiatrici, le Autorità competenti non sia ancora state in grado di trovare una soluzione. Così come la mancata espulsione di detenuti stranieri in Italia. Il Sappe chiede l’uso degli scudi protettivi e caschi come deterrenti e a protezione dei poliziotti penitenziari. Se i vertici del dipartimento dell’amministrazione per la Giustizia minorile e di Comunità non sono in grado di trovare soluzioni alla gravissima situazione delle carceri italiane ed alla tutela degli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria devono avere la dignità di dimettersi”, conclude la nota.

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