Categorie: Cronaca

Carceri: nel Lazio sovraffollamento record al 149 per cento

la relazione di fine mandato del Garante

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Sovraffollamento record nelle carceri del Lazio, rafforzamento della salute mentale sul territorio, rilancio delle misure alternative alla detenzione e tutela dei diritti nei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr) e nelle Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza). Sono i principali temi affrontati dal Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, nel corso della presentazione della relazione annuale, che coincide con la conclusione del suo secondo mandato e con il bilancio di dieci anni di attività (2016-2026). L’incontro si è svolto nella Sala Mechelli del Consiglio regionale del Lazio, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, dell’amministrazione penitenziaria e del sistema sanitario. Nel suo intervento Anastasìa ha denunciato il perdurare del sovraffollamento degli istituti penitenziari della regione, dove il tasso di affollamento ha raggiunto il 149 per cento, a fronte di una media nazionale del 139 per cento. Una situazione che, ha sottolineato, compromette le condizioni di vita dei detenuti e del personale e rende ancora più urgente il ricorso a misure alternative e a politiche di riduzione della detenzione.

Il Garante ha inoltre richiamato l’attenzione sulle Rems, evidenziandone la qualità dei percorsi terapeutici ma anche le difficoltà dovute all’aumento della domanda e alla fragilità della rete di salute mentale territoriale. Quanto ai Centri di permanenza per i rimpatri, Anastasìa ha ribadito le criticità già riscontrate nelle visite effettuate ai Cpr di Ponte Galeria e di Gjadër, in Albania, soffermandosi sulle condizioni di trattenimento, sull’assenza di uno sportello dei Garanti e sulle difficoltà nella tutela dei diritti delle persone trattenute oltre confine. Nel corso della relazione è stato affrontato anche il tema della giustizia minorile, con un focus sull’istituto penale per minorenni di Casal del Marmo. Anastasìa ha invitato a interpretare la funzione rieducativa come un percorso di crescita e reinserimento, mettendo in guardia dai rischi di una cultura della violenza e della stigmatizzazione che può alimentare percorsi di devianza tra gli adolescenti. Sul fronte dell’attività svolta, il Garante ha evidenziato il forte incremento delle richieste di intervento: nel 2025 l’ufficio ha ricevuto oltre 3.600 istanze individuali, circa 500 in più rispetto all’anno precedente. Le principali segnalazioni hanno riguardato assistenza sanitaria, trasferimenti, misure alternative e condizioni di detenzione.

Anastasìa ha infine ricordato la firma del protocollo per la realizzazione di una Casa di comunità nel carcere di Rebibbia, sottolineando la necessità di rafforzare l’assistenza sanitaria negli istituti penitenziari e di intervenire sulle condizioni che incidono sul rischio suicidario. Concludendo il suo mandato, ha ribadito l’importanza di un sistema penitenziario orientato al recupero e al reinserimento sociale, ringraziando istituzioni, associazioni e operatori che hanno collaborato con l’Ufficio del Garante nel corso degli ultimi dieci anni. Nel corso dell’iniziativa è stato letto un messaggio del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. Sono inoltre intervenuti, tra gli altri, Stefania Perri, in rappresentanza del Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria, il direttore generale della Asl Roma 1 Giuseppe Quintavalle e il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio Giuseppe Emanuele Cangemi, che hanno espresso apprezzamento per il lavoro svolto da Anastasìa.