Carceri: provveditore Lazio, a Frosinone mancano 50 agenti

Arma entrata con drone da finestra

La carenza di organico della polizia penitenziaria e’ un “tema molto serio, il personale delle carceri , cosi’ come altri settori dell’amministrazione penitenziaria, purtroppo ha visto un continuo decremento. Si fatica molto a garantire non solo i servizi necessari, ma diritti e ferie del personale” Lo dice il Provveditore delle carceri del Lazio Carmelo Cantone, spiegando che nel carcere di Frosinone, teatro ieri di una sparatoria con un detenuto che ha esploso 5 colpi di pistola, “sarebbero necessarie almeno 50 unita’”.

Al detenuto che ieri ha sparato nel carcere di Frosinone, la pistola era stata recapitata con un drone, sulla finestra della sua cella: aveva la matricola abrasa e le telecamere interne hanno immortalato la scena.Cinque i colpi esplosi con quell’arma nei confronti di 3 detenuti che erano nelle loro celle e dai quali chi ha sparato era stato nei giorni scorsi picchiato: nessuno di loro e’ rimasto ferito. Lui e’ stato trasferito in un altro carcere, gli altri no, anche se si sta valutando la loro posizione. Il giorno dopo l’accaduto e’ il provveditore delle Carceri del Lazio Carmelo Cantone a ricostruire in questi termini quanto avvenuto nel penitenziario di Frosinone. Oggi Cantone e’ nel penitenziario dove nel pomeriggio ci sara’ una riunione straordinaria con il capo del Dap Bernardo Petralia e i direttori generali del Personale Massimo Perisi e dei Detenuti Gianfranco De Gesu. Riunione voluta dalla ministra della Giustizia Marta Cartabia, che ieri proprio per la gravita’ della vicenda aveva chiesto a Petralia di annullare gli impegni gia’ previsti per recarsi di persona nel carcere di Frosinone.

“Aspettava l’arrivo di questo drone con cui gli e’ stata consegnata una pistola con matricola abrasa, di chiara provenienza illegale. E una volta prelevata la pistola dalla sua finestra ha chiesto di andare in doccia” riferisce Cantone parlando del detenuto al centro del caso, che era separato dal resto della popolazione per motivi disciplinari. Nel corridoio ha puntato l’arma contro l’operatore penitenziario “che, da solo, in modo molto professionale, ha cercato di fronteggiare una situazione eccezionale che non si verificava da decenni nelle Carceri”. Strappate dalla cintura del poliziotto le chiavi delle celle, il detenuto non le ha utilizzate, ma “ha sparato in ogni stanza dove c’erano degli altri detenuti con cui aveva avuto divergenze”, racconta Cantone confermando che da loro “era stato picchiato”. “Se si tratta di colpi dimostrativi o se voleva effettivamente colpire qualcuno, questo tocca agli inquirenti stabilirlo”, aggiunge precisando che “nessuno e’ rimasto ferito”. Cantone conferma che il detenuto era in possesso anche di un cellulare. “Non sappiamo come e’ entrato in carcere e lui non ce lo dira’. Si era gia’ rifiutato di dirci come era entrato in possesso dell’arma, ma dalle immagini delle telecamere, si e’ visto il momento in cui lui preleva l’arma attraverso la finestra”. Il drone era stato comunque gia’ avvistato “fuori dai reparti e immediatamente erano state fatte le segnalazioni alla forza di polizia all’esterno, tant’e’ che e’ intervenuta subito una pattuglia” Intanto il protagonista della vicenda e’ stato “trasferito da Frosinone ieri sera”. Quanto alle vittime dell’aggressione, “vedremo, c’e’ un’attivita’ in corso di accertamento anche con l’autorita’ giudiziaria giudiziaria. Per ora sono qui ma c’e’ tutto il tempo per fare queste scelte”.

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