Casa: 13mila famiglie in attesa di assegnazione, 10mila occupate da abusivi 

Nella Capitale sono in tutto 75mila le abitazioni di proprietà comunale. Molti inquilini "fuorilegge" sono in centro storico

Sgombero a Tor Bella Monaca a Roma 12 ottobre 2021

A Roma ci sono 13.856 famiglie in lista d’attesa per un alloggio comunale. Il 51% di queste sono composte da uno o due persone, la restante parie sono nuclei composti da tre o più familiari. È una differenza non da poco visto che le assegnazioni (sempre in numero molto basso) vengono decise dando precedenza alle famiglie più numerose poiché le case disponibili sono quelle anni ’70, con metrature molto grandi (sono il 41%) mentre scarseggiano gli appartamenti di piccolo taglio. E questo consente agli ultimi arrivati di scavalcare chi invece è in attesa da anni. Lo scrive il ‘Corriere della Sera’ in un dettagliato articolo sulla gravità della situazione abitativa nella Capitale.

Ma c’è chi non lo accetta e se non può o non vuole attendere tempi biblici, spesso invano, occupa abusivamente gli alloggi. Le case in Centro Stime del 2016 indicano in circa 10mila gli alloggi popolari presi d’assalto in questo modo, la maggior parte si trova nel centro storico. Alla fine della prossima settimana si calcola che verranno occupati in media cinque o sei appartamenti e questo nonostante gli investimenti dell’Ater per installare sistemi antintrusione, che avvisano qualora venga violata la serratura.

Un problema a cui negli anni scorsi si è cercato di porre rimedio con l’ennesima sanatoria. Una legge regionale del luglio 2020, infatti, consente a chi ha occupato casa – fino al 23 maggio 2014 – di rimanerci. Parliamo di occupazioni fatte nelle circa 75mila case popolari (gestite tra Comune di Roma e Ater) per accedere alle quali ci sarebbero dei regolamenti e dei requisiti da rispettare.

Poi c’è un’altra fetta di patrimonio immobiliare pubblico per la quale non è chiaro quali siano i criteri per accedere. Sono gli alloggi con affitti stracciati in pieno Centro e gestiti direttamente dal dipartimento Politiche abitative capitolino.

“Dieci anni fa i sindacati inquilini firmarono un accordo per ricontrattualizzare tutti gli inquilini aggiornando i canoni di affitto e mandare via chi non aveva diritto, ma il comune di Roma non ha mai scritto nessun regolamento su come si accede in queste case. Così ci si è affidati alla discrezionalità del dipartimento Patrimonio che ha locato a chi voleva e ai prezzi che voleva” denuncia a il ‘Corriere della Sera’ Massimo Pasquini, già presidente dell’Unione inquilini, che negli anni scorsi propose anche di disdire i contratti di affitto (anche in presenza di disabili o anziani) o di non rinnovarli nei casi in cui si trattasse di canoni irrisori.

Rincara la dose l’attuale segretario dello stesso sindacato. Guido Lanciano: “La sindaca Raggi non ha voluto applicare l’accordo firmato con Marino che prevedeva un sensibile aumento per chi aveva un reddito alto e canoni calmierati per quelli più bassi”.

Fatto sta che mentre l’Ater si affanna a sgomberare gli alloggi occupati (da giugno ne ha recuperati una quindicina) poi il Comune non procede alle assegnazioni. Cosi facendo gli alloggi restano vuoti il tempo necessario per essere rioccupati, molto spesso dai clan mafiosi romani e non solo. Durante l’amministrazione comunale guidata da Marino c’era una task force dedicata agli sgomberi. Non se ne sa più nulla.

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