Casa: la Caritas Roma chiede un nuovo blocco degli sfratti

Più di 4mila sfratti in via di esecuzione nella Capitale e 32mila quelli in programma in tutta Italia. "Pur apprezzando la sospensione temporanea fino al 7 gennaio annunciata dal prefetto di Roma su richiesta dell'amministrazione di Roma Capitale, ci auguriamo al più presto un provvedimento che prenda in considerazione il problema dell'abitare con un impegno straordinario delle diverse parti coinvolte"

Più di 4mila sfratti in via di esecuzione a Roma e 32mila quelli in programma in tutta Italia, quasi tutti per morosità, “richiedono un’attenta riflessione da parte del Governo e del Parlamento. Si tratta di situazioni molto complesse che riguardano il diritto all’abitare di famiglie che erano già in gravi difficoltà economiche prima della pandemia di Covid-19 e che in questi mesi hanno subito ancora di più gli effetti della crisi; allo stesso tempo occorre tutelare i piccoli proprietari che hanno nella casa affittata un’integrazione fondamentale per il reddito familiare. Per questo, pur apprezzando la sospensione temporanea fino al 7 gennaio annunciata dal prefetto di Roma su richiesta dell’amministrazione di Roma Capitale, ci auguriamo al più presto un provvedimento che prenda in considerazione il problema dell’abitare con un impegno straordinario delle diverse parti coinvolte, a partire dalle istituzioni pubbliche e delle diverse parti sociali, sindacati e proprietari, per venire a capo di un dramma non semplice da superare anche perché per troppi anni è rimasto privo di adeguati interventi”. Lo afferma Caritas Roma.

“Alla luce della proroga dello stato di emergenza fino al 31 marzo 2022 e dell’ulteriore diffusione della pandemia proprio in questi giorni, l’appello che lanciamo – sottolinea Caritas – è quello a rimettere al centro la dignità e i diritti inalienabili della persona, come appunto la casa, e adottare un’ulteriore moratoria degli sfratti, da utilizzare per un confronto serrato e costruttivo tra tutte le parti coinvolte per trovare soluzioni concrete, percorribili e graduali, rispettose delle legittime esigenze di ognuno e in grado di arginare e di dare uno sbocco positivo ad una crisi sociale così grave”.

 

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