Casapound voleva manifestare contro il governo e alla fine cosi’ e’ stato: con bandiere, comizi dalla finestra “ma non dal balcone” e attacchi all’Anpi, i militanti hanno portato a casa la loro “festa”.
Alcune centinaia di persone appartenenti al movimento di estrema destra e ai ragazzi di Blocco Studentesco, si sono riunite, ieri pomeriggio, sotto la sede storica in via Napoleone III, a Roma.
Dopo il divieto imposto dalla Questura, il corteo e’ stato infatti sostituito da un sit – in: “Oggi ci riprendiamo la liberta’. Il divieto che ci e’ stato imposto viene soltanto da pressioni politiche e dalla volonta’ del Pd ed e’ inaccettabile. Verso Casapound sono state sempre rivolte accuse ma non eravamo mai arrivati a questo punto. A quelli che ci sventolano in faccia la Costituzione diciamo ‘o ci mettete fuorilegge o ci consentite di manifestare'”, ha detto Luca Marsella, portavoce di Casapound Italia, parlando con i giornalisti a margine del sit in organizzato sotto la sede e dal quale la stampa e’ stata tenuta a debita distanza.
“Oggi siamo qui perche’ non abbiamo accettato questo divieto, esistiamo da 18 anni, abbiamo dimostrato senso di responsabilita’ e abbiamo spostato il sit in sotto questo palazzo che da’ tanto fastidio. Questa era una manifestazione contro il governo e non sulle strumentalizzazioni che sono state fatte”, ha aggiunto riferendosi alle rimostranze dell’Anpi sull’opportunita’ di far manifestare Casapound il giorno dell’anniversario della strage di Piazza della Loggia. Poi il via al comizio dalla finestra. Giocando d’anticipo sull’ovvia suggestione storica, il leader di Casapound, Gianluca Iannone, affacciato alla finestra del palazzo occupato, ha detto: “Gia’ leggo i giornali di domani ‘quelli di Casapound fanno i discorsi dai balconi’, ma questa e’ una finestra non un balcone'”. Poi, sempre dalla finestra, e’ arrivato il turno dell’attuale portavoce nazionale: “Siamo stati bloccati da quattro cialtroni con un fazzoletto rosso al collo”, ha attaccato Marsella riferendosi all’Anpi.
Dai partigiani era arrivata la richiesta di bloccare la manifestazione di Casapound, perche’ a poca distanza era gia’ prevista la loro “contro le vittime del terrorismo neofascista e per lo scioglimento delle organizzazioni stesse”, proprio nel giorno della ricorrenza della strage di Brescia. Cosi’ oggi Marsella ha voluto precisare: “Per noi e’ una giornata di festa. Stiamo festeggiando la liberta’. In quegli anni io neanche ero nato e Casapound non c’era e’ solo una strumentalizzazione. Questa e’ una manifestazione contro il governo Draghi”. Poi, dopo le critiche al ‘sistema Italia, spazio anche alla solidarieta’ agli Alpini accusati di molestie. “E’ assurdo che il problema dell’Italia siamo noi o gli Alpini che hanno fatto degli apprezzamenti su alcune donne. Poi io mi chiedo: voi le avete viste queste donne?”, ha detto Marsella aggiustando un po’ il tiro dopo la sua dichiarazione con un “battute a parte…”.