Cgil: in migliaia alla manifestazione di Roma – FOTOGALLERY

ad un anno dall'assalto alla sede nazionale di corso d'Italia. Landini, non è il momento di uomini soli al comando. No pregiudiziali su nuovo governo

È stracolma piazza della Repubblica dove, da pochi minuti, ha preso il via ufficialmente la manifestazione organizzata dalla Cgil ad un anno dall'assalto alla sede nazionale di corso d'Italia. Ad aprire il corteo, che raggiungerà piazza del Popolo, un grande striscione della Cgil.

 

Ad un anno esatto dall’assalto alla sede di corso Italia a Roma, la Cgil scende in piazza per ribadire la natura antifascista del nostro Paese ed indicare, se possibile, un metodo su cui impostare il dialogo con il prossimo governo. Partendo ovviamente da diritti, tutela e sicurezza sul lavoro e difesa della Costituzione. Davanti a migliaia di persone, che hanno sfilato per le vie del centro storico di Roma da piazza della Repubblica a piazza del Popolo, da cui un anno addietro prese il via l’aggressione alla sede della Cgil, il segretario Landini ha innanzitutto chiarito le ragioni e i tempi della mobilitazione: “Non siamo in piazza contro qualcuno” e la decisione di manifestare “l’abbiamo presa prima di sapere il risultato delle elezioni”. Il riferimento è alle politiche delle ultime ore su un possibile “pregiudizio” del sindacato nei confronti del futuro governo. “Non abbiamo nessuna pregiudiziale verso nessuno e giudichiamo tutti per quello che fanno” ha voluto ribadire Landini, lanciando però un monito al futuro esecutivo: “Non utilizzi il metodo degli ultimi mesi” e del precedente governo ma “se si vuole continuare su quella linea, si eviti di chiamarci” perchè fino ad ora “venivamo informati solo di ciò che era già stato deciso. Non facciamo i servi sciocchi di nessuno”.

Si parta invece dal dialogo “e dalle nostre dieci proposte” visto che “in questi mesi e anni il governo e le opposizioni non hanno ascoltato i lavoratori”. Il punto fermo, però è la difesa della Costituzione cosa che “il sindacato continuerà a fare”. Costituzione che “non è né di destra né di sinistra ma antifascista e democratica, e si fonda sulla libertà ed il lavoro”. E proprio per la sua natura, ha incalzato Landini, chi non ha fatto ancora il proprio mestiere sono quelli che “siedono in Parlamento perchè abbiamo chiesto una cosa molto precisa: che si applichi la Carta sciogliendo tutte le forze che si richiamano al fascismo”. Infine due moniti al nuovo governo. Innanzitutto “dobbiamo diffidare di quelli che pensano di avere la soluzione in tasca: non abbiamo bisogno di uomini soli al comando” e in Europa “non è il momento di sovranismi nazionali”. Il secondo, forse più rivolto alla società nel suo insieme, riguarda il conflitto in Ucraina e quella che Landini definisce “una sottovalutazione del rischio di una guerra nucleare”.

 

© StudioColosseo s.r.l. - studiocolosseo@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014