Cimitero Flaminio: degrado dovunque e torneranno le liste d’attesa 

Anche negli altri cimiteri di Roma, Verano e Laurentino, la situazione non è migliore. Attesa visita del neo-sindaco Gualtieri il 2 novembre, giorno dei morti

Nel Cimitero Flaminio, il più grande cimitero d’Europa, forse non girano più cinghiali e le lunghe code al crematorio sono scemate. Ma le strade sono sempre disastrate, i secchi dell’immondizia stracolmi, i rubinetti dell’acqua chiusi con fascette oppure secchi, ovunque spazzatura, mascherine, sacchetti, fiorimarci, cartacce, lapidi divelte, tombe ormai talmente invase dalle erbacce che non si vedono più le lapidi. I palazzoni dei loculi sono fatiscenti, con i muri sbrecciati, le finestre rotte, rigagnoli d’acqua ovunque, tanto che una signora con i tacchi non sa dove passare. Lo scrive ‘La Repubblica’ che alla vigilia della ricorrenza dei ‘’morti’’ mette in evidenza il degrado dei cimiteri della Capitale, oltre Flaminio, Verano  e Laurentino.

Il sindaco Roberto Gualtieri ha in programma per il 2 novembre una visita “a un cimitero”. Ancora non è chiaro quale, forse il Verano, forse il Laurentino, anche se sarebbe più logico passare da Prima Porta per vedere in quale situazione versa l’unico che a Roma ha in dotazione i forni crematori, al centro di tante polemiche, cui si è cercato di rispondere a suon di frigoriferi.

La pulizia e la cura del verde sono appaltati a ditte esterne, appalti però scaduti e per i quali non è stata neanche fatta la proroga. “Ancora lavorano ma non si sa a quale titolo: non si estati capaci neanche di assicurarsi l’istituto giuridico della proroga”, sottolinea a ‘La repubblica’ il sindacalista Cgil Natale Di Cola. L’eredità lasciata da questi anni (Ama è stata senza bilancio fino a sei mesi fa) è pesantissima. Oltre alla cura del verde e alla pulizia, c’è sempre il problema della cremazioni, per risolvere il quale non è stato programmato ancora nulla: «Non è stato fatto niente dopo il delirio dello scorso anno», dice Di Cola, con le code infinite e persino l’inedita protesta degli impresari funebri. “E con l’arrivo del freddo aumenteranno i morti: potremmo nuovamente vedere la lista d’attesa”.

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