Prosegue anche oggi, 24 settembre, la chiusura del Parco archeologico del Colosseo disposta dal ministero della Cultura dopo la morte di Andrea Moretti, l’operaio 22enne precipitato martedì notte durante i lavori sull’impianto di illuminazione del monumento. Come annunciato ieri dallo stesso Parco archeologico, i siti resteranno inaccessibili al pubblico “fino a nuova disposizione del ministro della Cultura, Alessandro Giuli”, in segno di lutto e vicinanza alla famiglia del giovane e a tutti i lavoratori del sito.
Emergono intanto nuovi dettagli sulla dinamica dell’incidente, avvenuto intorno alle 00.30 all’interno dell’Anfiteatro Flavio. Moretti, lavoratore specializzato nei lavori in fune e in quota, era impegnato nelle operazioni per l’installazione del nuovo impianto di illuminazione quando, per cause ancora in corso di accertamento, è precipitato da un’altezza di circa dieci metri. Quando gli investigatori sono arrivati sul posto, il giovane aveva l’imbracatura ma non era assicurato alla fune, che era agganciata a dei tiranti ed è scivolata via per una questione di contrappeso: una circostanza che, secondo una prima ricostruzione, potrebbe essere all’origine della caduta mortale. Al momento dell’incidente, Moretti si trovava al Colosseo insieme a due colleghi, tra cui il cognato.
Restano sospesi i cantieri attivi nell’area, mentre prosegue l’inchiesta della procura di Roma per omicidio colposo, al momento contro ignoti. Nelle prossime ore è atteso l’esito dell’autopsia disposta sulla salma del giovane, trasportata all’Istituto di Medicina legale della Sapienza: un passaggio considerato cruciale per chiarire definitivamente la dinamica dell’incidente e stabilire eventuali responsabilità, anche alla luce degli accertamenti già avviati dall’Ispettorato del lavoro e dall’Asl Spresal.
Sul luogo della caduta resta la corona di fiori deposta martedì mattina con la scritta “In ricordo di Andrea”, meta nelle ultime ore di cittadini e colleghi del giovane rocciatore.