Commissiona omicidio su dark web per 12 mila euro in criptovalute

Fermato dalla Polizia Postale

La trama sembra quella di un film: per eliminare il suo rivale in amore si rivolge a un killer professionista che scova nel darkweb e lo paga in criptovalute, per nascondere ogni traccia. E’ pero’ accaduto davvero, ma il piano di un giovane della provincia di Treviso e’ fallito: lui e’ stato identificato e denunciato, il sicario e’ sotto indagine, mentre e’ in salvo quella che doveva essere la vittima. A far naufragare il progetto, quando era gia’ in corso d’opera, e’ stata una segnalazione partita dal Fbi.

Le successive indagini della polizia postale, coordinate dalla procura di Treviso, che si sono avvalse delle piu’ moderne tecniche investigative per il tracciamento delle criptovalute, hanno fatto il resto, consentendo prima di identificare l’uomo che rischiava la pelle e poi, attraverso le tracce telematiche dei versamenti di risalire al mandante.

Una vittoria per i poliziotti, che a fine operazione non nascondono la loro soddisfazione, visto che le indagini hanno dimostrato che il darkweb non e’ piu’ una zona franca. Dietro il progetto criminale c’era dunque una faccenda di cuore. Il mandante, un giovane di 25 anni, era segretamente innamorato di una ragazza e ha pensato che eliminando il suo fidanzato avrebbe avuto qualche speranza di successo.

Cosi’ navigando nella parte oscura della Rete ha trovato un sito specializzato in omicidi su commissione. E con un pagamento in criptovalute ha saldato il sicario. Poteva essere un delitto perfetto, fino a che il Federal Bureau of Investigation non ha girato alla polizia postale l’informazione che un uomo di 45 anni, anche lui del trevigiano, era la potenziale vittima di un “servizio” a pagamento di omicidio su commissione.

I primi accertamenti sulla rete hanno permesso di dare un nome e cognome alla vittima, che e’ stata sottoposta ad una riservata attivita’ di tutela per garantirne l’incolumita’. Dalle tracce telematiche connesse ai pagamenti effettuati si e’ risaliti al mandante. Poi con una complessa attivita’ di indagine a cui hanno partecipato il Servizio centrale della polizia postale, le sezioni di Treviso e Venezia e il Commissariato di Conegliano, si e’ arrivati ai riscontri sulle movimentazioni di denaro e di criptovalute dal portafoglio virtuale del mandante verso quello dell’amministratore del sito di omicidi su commissione. Per gli investigatori si e’ raggiunto un traguardo che va oltre il caso specifico: “L’avvenuta identificazione di un utente operante sul darkweb testimonia che la parte non indicizzata della Rete, ove vengono liberamente offerti beni e servizi illeciti, finora ritenuta impenetrabile dalle Forze di polizia, non e’ piu’ tale”.

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