Coniugi romani trovati morti nel Forlivese, doppio suicidio

Erano ex dipendenti del Senato. Spunta l’ipotesi della setta

Si chiamavano Paolo Neri e Stefania Platania, rispettivamente di 67 e 65 anni, diversamente da quanto appreso in precedenza, i due comiugi trovati morti ieri sera a Spinello di Santa Sofia, piccolo borgo dell’Appennino forlivese. I due, a quanto appreso, erano ex dipendenti del Senato, in pensione. Sulla loro morte, avvenuta da una prima ricostruzione per colpi di pistola, indagano i carabinieri di Meldola.

Un post it ai figli con poche parole, sul bisogno di trovare serenita’ e un luogo in cui “vivere in pace”, poi un colpo secco di pistola, ognuno verso di se’, per farla finita.

Sulla tragedia l’ombra di una setta, o piu’ propriamente di una comunita’ legata a credenze sull’apocalisse, in auge con la fantomatica profezia dei Maya del 2012 e tornate a circolare negli ultimi tempi anche a causa della guerra in Ucraina. Sul caso indagano i carabinieri di Meldola coordinati dalla Procura di Forli’-Cesena, pm Francesca Rago.

Nella casa di Spinello di Santa Sofia, frazione di poche decine di ville e circa duecento anime, i corpi dei due anziani sono stati trovati ieri sera, da carabinieri e vigili del fuoco che hanno dovuto forzare una finestra dopo l’allarme dei figli che non avevano notizie dei genitori da almeno un paio di giorni.

Le vittime si chiamavano Paolo Neri e Stefania Platania, avevano 67 e 65 anni ed erano ex dipendenti del Senato. “All’inizio l’ipotesi era omicidio-suicidio – dice all’ANSA Rossella Capuano, comandante dei carabinieri di Meldola – perche’ all’arrivo i militari hanno intravisto una sola pistola, poi durante i rilievi e’ stata trovata una seconda pistola, nascosta sotto il corpo di lui”. Erano regolarmente detenute e risulta sparato un solo colpo da ognuna. Per il medico legale non ci sono dubbi. “Dal foro di uscita la dinamica e’ quella del suicidio”.

I cadaveri sono stati trovati nella camera da letto al secondo piano, riversi a terra. La casa al momento non e’ sotto sequestro. A corroborare questa tesi anche uno scarno biglietto, un post it lasciato sul comodino, con un addio al plurale, come se l’intenzione fosse appunto condivisa da entrambi. Quanto al legame della coppia con la comunita’ dei ‘Ramtha’, e’ quello che si evince da testimonianze sui due coniugi.

“Riguarda un loro spaccato di storia – precisa la comandante – Nel 2012 quando hanno acquistato casa a Spinello ci e’ stato riferito che effettivamente i signori erano pronti con bunker e provviste accumulate”. Se qualcosa sia cambiato in questi dieci anni non e’ al momento noto. Ne’ se ci sia un nesso diretto col tragico gesto. La comunita’ dei ‘Ramtha’ aveva fatto parlare di se’ soprattutto nel 2012, a ridosso della profezia apocalittica dei Maya tanto celebre quanto incompiuta, coinvolgendo da vicino proprio Spinello.

Il piccolo borgo a 800 metri in Appennino, di nemmeno duecento anime, e’ famoso per il centro sportivo che ospito’ negli anni ’90 la nazionale e ogni anno gli arbitri di serie A. Tuttavia per i seguaci ‘Ramtha’ avrebbe soprattutto un’altra peculiarita’. Sarebbe “benedetto” e quindi in grado di sopravvivere a una eventuale fine del mondo. Tanto che una decina d’anni fa diverse persone, in balia di questa convinzione, avrebbero comprato case e ville a Spinello, costruendo bunker. Poi, con lo scavallamento del 2012, questi riflettori sembravano essersi spenti e la maggior parte delle villette dopo qualche anno e’ stata persino svenduta. “A fatti cosi’ tragici non siamo abituati”, dice Daniele Valbonesi, sindaco di Santa Sofia. “Si’, e’ vero – aggiunge – a Spinello c’era un gruppo di persone, e qualcuna credo ci sia ancora, che si riferiva a questa setta o gruppo. Ci sono stati dei raduni in passato, dei ritrovi, ma niente che abbia creato problemi. Le case col bunker? Forse prima del 2012. Ma ora e’ solo colore”. Sconvolto uno dei due figli della coppia, raggiunto telefonicamente dai carabinieri: “Non si aspettava quello che e’ successo. Avrebbe dovuto vedere i genitori tra qualche giorno, avevano dei programmi”.

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