Conte, anche a Roma come in Europa violenza razzista

Lo ha detto il premier incontrando 800 ragazzi russi, di origine ebraica, nel Tempio Maggiore della Capitale

“Purtroppo ancora oggi, in molti Paesi d’Europa – anche in Italia, nella stessa città di Roma – assistiamo a episodi di riprovevole violenza, che costituiscono il sintomo di un progressivo arretramento dei presidi di civiltà, di un drammatico affievolimento della sensibilità collettiva di fronte all’emersione di antiche e nuove forme di razzismo, spesso di matrice antisemita”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte incontrando 800 ragazzi russi, di origine ebraica, nel Tempio Maggiore di Roma.

“La responsabilità, frutto più maturo della nostra naturale condizione di libertà, richiede la massima attenzione e la più ferma determinazione affinché l’umanità non riviva mai più i fantasmi del passato – ha sottolineato Conte -. Quanto più ci si allontana dagli anni della Seconda Guerra Mondiale, quanto più sparisce la generazione dei testimoni diretti della tragedia dell’Olocausto, tanto più deve accrescersi la nostra responsabilità, personale e collettiva, a tutti i livelli, per vivificare la Memoria”.

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