Contro il degrado, fare di Tor Bella Monaca una Zona Franca Urbana

Proposta di legge di Fratelli d'Italia. Ricreando un tessuto commerciale a fiscalità di favore, sarebbe uno degli strumenti per riqualificare la zona

Trasformare Tor Bella Monaca in una ‘Zona Franca Urbana’. Ovvero, istituire, come previsto dalla legge, un’aera infracomunale con l’intento di favorire lo sviluppo di quartieri e di aree urbane caratterizzati da disagio sociale, economico e occupazionale e con potenzialità di sviluppo inespresse. Le ZFU possono essere istituite infatti in un quartiere o in una circoscrizione con non più di 30.000 abitanti “al fine di contrastare i fenomeni di esclusione sociale negli spazi urbani e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri delle città caratterizzati da degrado urbano e sociale”. Questo è l’obiettivo di due proposte di legge identiche, presentate sia al Senato che alla Camera dal gruppo di Fratelli d’Italia (A Montecitorio primo firmatario Rampelli, a palazzo Madama Bertacco).

Tor Bella Monaca – si legge nella relazione introduttiva alle proposte di legge – versa ormai da anni in uno stato di diffuso degrado, abbandonato a se stesso nel territorio di un municipio, il VI, che con i suoi oltre 257.000 abitanti conta una popolazione pari o superiore ad alcuni capoluoghi di provincia. Emergenza rifiuti, disagio sociale e criminalità sono solo alcune delle problematiche che hanno stretto questa parte del territorio capitolino in una morsa dalla quale sembra non riuscire più a liberarsi. Tor Bella Monaca inoltre conta circa 28.000 abitanti, un numero enorme di persone, prigioniere di palazzi spesso fatiscenti, e detiene il triste primato del più alto tasso di disoccupazione tra i suoi residenti. Le infiltrazioni mafiose e camorristiche, recentemente documentate anche in un dossier depositato presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, l’insicurezza dei luoghi e i continui episodi di violenza fanno di Tor Bella Monaca un quartiere di confine, dove vivere una vita « normale » è ogni giorno più difficile e che necessita di un intervento concreto di rilancio non solo sociale ma anche economico e commerciale.

A Tor Bella Monaca il core business è lo spaccio, e il tasso di dispersione scolastica, che a Roma si attesta in media sul 9 per cento, raggiunge il 15 per cento. Mancano le scuole, gli spazi ricreativi e le aree da dedicare a eventi culturali.

“Davanti a una vera e propria emergenza sociale come quella di Tor Bella Monaca – si legge ancora – lo Stato non può rimanere immobile ma deve intervenire con tutti gli strumenti a sua disposizione per combattere il degrado, cercando nuove soluzioni per il territorio che possano permettere ai suoi abitanti di tornare a vivere in un quartiere decoroso e sicuro, in grado di offrire ai suoi residenti uno sbocco anche professionale”. Tra gli strumenti a disposizione, sostengono i firmatari del provvedimento, c’è, appunto la ZFU. L’istituzione delle ZFU favorisce lo sviluppo di piccole e micro imprese, permettendo, a chi aprirà una nuova attività nell’area, di usufruire per i primi cinque anni di agevolazioni sia fiscali che previdenziali. Alle imprese che si insediano nella ZFU sarà, infatti, accordato un regime di esonero contributivo e fiscale, a condizione che esse non abbiano più di 50 dipendenti e che riservino il 30 per cento delle assunzioni in favore degli abitanti dei quartieri della stessa ZFU.

“Oggi – concludono i parlamentari di FdI – , a oltre dieci anni di distanza dalla loro prima applicazione, con quasi 25.000 domande ricevute, 47 territori classificati come ZFU, ciascuno dei quali con una sua dotazione finanziaria, e oltre 600 milioni di euro investiti, le ZFU hanno dimostrato di costituire uno strumento oltremodo efficace per il rilancio dei territori. Ad avviso dei firmatari della presente proposta di legge, l’istituzione di una ZFU nel quartiere di Tor Bella Monaca può rappresentare un’ottima base di partenza per la riqualificazione del territorio, che dovrà certamente essere inserita in una strategia più ampia, costituita da numerosi interventi coordinati tra loro, ma che, ricreando un tessuto commerciale in loco, svolgerebbe una funzione essenziale contro il degrado urbano e sociale”.

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