Covid: assessore Lazio, puntiamo entro fine estate a 4 milioni di vaccinati

Per vaccinazione massa in campo anche farmacie. D'Amato, seconda ondata 10 volte superiore alla prima

“Puntiamo, comunque, entro fine estate a 4 milioni di vaccinati. Ma tutto dipende dalla disponibilita’ materiale dei vaccini e dalla tipologia di conservazione e stoccaggio”. Lo ha detto l’assessore alla Sanita’ e integrazione sociosanitaria del Lazio Alessio D’Amato intervenuto oggi al webinar “Piano dei vaccini anti Covid nel Lazio” promosso dal presidente del consiglio regionale Mauro Buschini.

Presenti anche il direttore scientifico dell’Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma Giuseppe Ippolito e il consigliere regionale Marco Vincenzi (Pd). “Nella fase 1 del piano vaccinale anti Covid del Lazio – attualmente in corso – puntiamo a vaccinare 128.700 persone. Si tratta di sanitari, operatori e ospiti delle Residenze sanitarie assistenziali”.

“La fase 2 dipende da diversi fattori. Innanzitutto dal fatto se avremo o meno altri vaccini a disposizione. Pfizer ad esempio e’ molto complesso da conservare, altri vaccini dello stesso tipo sono piu’ semplici. Tra gli altri fattori c’e’ anche la gestione degli acquisti e della distribuzione individuata dal commissario straordinario per l’emergenza coronavirus Domenico Arcuri. Per la fase 2, che partira’ a fine gennaio, comunque, noi pensiamo ai grandi anziani e ai disabili”, ha aggiunto D’Amato.

“Ci stiamo preparando a organizzare una vaccinazione di massa in base a due fattori: il fattore anagrafico e le cronicità. Per le fasi successive sara’ fondamentale la disponibilita’ dei vaccini – ha aggiunto D’Amato -. Ci sara’ in campo tutta la rete. Penso a medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e farmacie”.

“Questo virus e’ subdolo, non consente di avere cali di attenzione. La seconda ondata ha avuto uno sviluppo 10 volte superiore per numero casi rispetto alla prima. La curva e’ cresciuta rapidamente e per la nostra regione ha avuto picchi di oltre 3mila casi. Questo perche’ si e’ dato un messaggio sbagliato che il caldo forse avrebbe sconfitto virus, che il virus era clinicamente morto e alcuni politici dicevano che le mascherine non servivano. Questo non possiamo permettercelo”, conclude.

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