16 Giugno 2021
Il meteo a Roma

Covid: regioni verso una stretta. Ecco criteri e rischi

D'Amato: Sconfortante folla in Via del Corso, bisogna stare a casa

Potrebbe gia’ cambiare, anzi e’ molto probabile, il “semaforo” delle regioni italiane, suddivise in gialle, arancioni e rosse in base al livello di rischio. Le nuove restrizioni sono scattate infatti appena venerdi’ scorso, giorno di entrata in vigore del dpcm firmato dal premier Conte il 3 novembre, e oggi pomeriggio una nuova riunione della cabina di regia per il monitoraggio regionale, composta da ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanita’ e tre rappresentanti delle Regioni, e’ chiamata a valutare i nuovi dati giunti dai territori e a decidere eventuali spostamenti in una fascia a rischio piu’ alto.

Escluso invece che regioni rosse o arancioni riescano a scendere a un livello meno grave: per abbassare i livelli di rischio servono almeno due settimane di monitoraggio.

Al momento sono in fascia rossa – che prevede tra l’altro il divieto di ogni spostamento, anche all’interno del proprio Comune, in qualsiasi orario, la scuola in presenza solo fino alla prima media e la chiusura di negozi, bar e ristoranti – Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, cui si aggiunge l’Alto Adige che si e’ autoproclamato ‘zona rossa’. In fascia arancione, considerata “intermedia” e che prevede il divieto di spostamento tra una regione e tra un comune e l’altro, sono collocate Puglia e Sicilia.

Mentre in fascia gialla, che ha le misure restrittive valide in tutto il Paese (il “coprifuoco” dalle 22 alle 5, la chiusura di musei e mostre, la didattica a distanza alle superiori e la riduzione fino al 50% per il trasporto pubblico), sono tutte le altre: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Provincia di Trento, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto. Su alcune di queste pende il giudizio degli esperti, che hanno sul tavolo i nuovi dati settimanali.

“Si rimane basiti ad assistere alla folla che ieri ha animato via del Corso e le vie del centro. Cosi’ come gli affollamenti sul litorale complice il bel tempo. Comprendo la voglia di tornare alla normalita’, ma non si e’ capito che siamo in una situazione di guerra alla pandemia e tali comportamenti aiutano solo il virus a colpire di piu'”. Cosi’ l’assessore regionale alla Sanita’ Alessio D’Amato. “Non facciamo il medesimo errore fatto in estate con il tana libera tutti di cui oggi stiamo pagando le conseguenze – aggiunge D’Amato -. Stiamo facendo uno sforzo enorme per la tenuta del sistema ospedaliero, ma se i comportamenti sono questi prevedo che rapidamente andremo incontro a un peggioramento. La rete ospedaliera, gia’ sotto stress, non puo’ tenere all’infinito e l’arma che abbiamo a disposizione piu’ forte e’ quella del rigore nei comportamenti”.

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