15 Giugno 2021
Il meteo a Roma

Crisi: un patto su virus e Recovery per evitare il  voto

Dopo l’apertura di Renzi emersa dalle consultazioni, la strategia suggerita dal direttore di ‘’Domani’’ potrebbe facilitare il rientro di Iv nella maggioranza 

Sono iniziate le consultazioni al Quirinale, ma continua a regnare il caos fra le forze politiche. Escono sondaggi che gratificano Conte, mentre solo un italiano su quattro sarebbe favorevole al voto. Tuttavia la strada per un governo stabile in grado di scelte rapide difronte alle due emergenze, sanitaria ed economica, è ancora tutta in salita. Tuttavia, anche se il traguardo sembra ancora lontanissimo, uno spiraglio si è aperto dopo l’incontro di Matteo Renzi con il Presidente Sergio Mattarella.

Anche se le schermaglie di Italia Viva con Pd e M5S continuano,  Renzi non ha chiuso completamente la porta a un nuovo governo Conte. Ha chiesto invece un eventuale mandato esplorativo – che Mattarella potrebbe affidare al Presidente della Camera, Roberto Fico –  per sciogliere i nodi politici e di programma, e solo dopo Iv potrebbe indicare chi guiderà il governo, senza escludere a priori lo stesso Conte.

Il Presidente della Repubblica potrebbe non tener conto del suggerimento perché in questo modo Renzi si porrebbe nuovamente  ago della bilancia di una maggioranza politica fotocopia di quella appena distrutta. Ma dopo il primo giro di consultazioni la richiesta di Iv sembra anche l’unica percorribile per un’eventuale maggioranza politica che consenta la sopravvivenza di questa legislatura.

Se Mattarella dovesse scegliere  il mandato esplorativo,  il successo di questa strada, nonchè la possibilità di un’intesa di Iv con il Pd e i Cinquestelle,  dipende molto dal programma sul quale trovare un accordo, che sarebbe più facile con un approccio pragmatico e circostanziato.

In tal senso si potrebbe tener conto della  proposta che il direttore di “Domani”, Stefano Feltri, ha avanzato in un recente editoriale. Ossia quella di formare il nuovo governo su un contratto con soli due punti: virus e Recovery, che potrebbe facilitare le trattative.  Tanto più che se si andasse al voto non è immaginabile una campagna elettorale che parli d’altro.

‘’Recuperiamo – scrive Feltri – l’idea del contratto di governo, ma con due soli punti. Ogni partito dovrebbe dire in modo esplicito quale linea intende seguire nel contrasto al virus e nell’utilizzo dei fondi europei. Pochi punti, molto chiari.  Sulla base di quelli impostiamo il tentativo di costruire una maggioranza capace di resistere almeno fino all’elezione del presidente della Repubblica, rinviando tutti i dossier potenzialmente divisivi e non urgenti. L’emergenza impone di scegliere le priorità’’.

Secondo il direttore di “Domani” è un’illusione pensare di separare politics e policy: mentre i partiti si dedicano alla competizione per il potere, con o senza elezioni, i tecnici pensano alle cose serie. I medici alla pandemia, i funzionari ministeriali al Recovery Plan. ‘’Non c’è tecnica senza politica – sottolinea –  dalle forniture per i vaccini alle decisioni su chi e come spende i soldi europei, tutte le grandi questioni di questa fase necessitano scelte che soltanto chi ha una legittimazione popolare può prendere’’.

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