Crollo in chiesa: indaga Procura, faro su manutenzione

Ipotesi disastro colposo. Ha ceduto una capriata, forse per tarli

All’indomani del crollo della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, nel centro storico e a pochi passi dal Campidoglio, la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per disastro colposo. A breve disporrà una consulenza tecnica per chiarire l’accaduto e valutare se vi siano state carenze nella manutenzione del complesso cinquecentesco.

Ma intanto la soprintendenza archeologica vuole vederci chiaro su quella che è stata a tutti gli effetti una tragedia mancata grazie al fatto che la chiesa fosse vuota al momento del crollo, ragion per cui ha avviato lo studio dei resoconti dei lavori che negli ultimi decenni hanno interessato l’edificio. Il ministero dei Beni culturali, a sua volta, ha avviato un’ispezione presso la sovrintendenza per acquisire la medesima documentazione.

“Quello che è successo non deve più succedere – ha commentato il ministro Alberto Bonisoli – Nelle prossime settimane metteremo insieme le informazioni che abbiamo con una valutazione di pericolosità, a prescindere da chi sia il proprietario. Siamo un Paese fantastico, con un patrimonio unico ma ci sono luoghi, strutture, infrastrutture di proprietà statale o di altri, dove entra il pubblico che vanno protetti e messi in sicurezza”. E proprio oggi, sempre nel cuore di Roma, c’è stato un altro crollo, anche se di dimensioni limitate. Sono venuti giù alcuni massi dalla Rupe Tarpea, alle pendici del Campidoglio. Solo frammenti edilizi moderni, fortunatamente.

Per la chiesa semi-crollata, oggi, invece, è stata la giornata del recupero delle opere – 25 in tutto, tra tele e il crocifisso, che non hanno subito danni – della protezione degli affreschi e della necessità di trovare un modo per garantire le strutture sottostanti ad opera dei vigili del fuoco. E si procederà il prima possibile anche alla copertura del tetto con dei teloni in vista del rischio pioggia: “Su tutto c’è il coordinamento della soprintendenza e della Procura con cui dobbiamo interfacciarci per valutare quello che possiamo fare nel rispetto di quella che sarà la necessità di mettere sotto sequestro alcune parti e fare le attività di indagine”, spiega Marco Ghimenti, comandante dei Vigili del fuoco di Roma che sta coordinando le attività a San Giuseppe dei Falegnami. Per adesso ci sono solo ipotesi sul crollo, la più accreditata è che potrebbe essere stato il cedimento di una delle capriate del tetto a causarlo. Per l’architetto e restauratore del Mibact Francesco Scoppola “la causa più probabile sono gli insetti xilofagi, i tarli, oppure la marcescenza del legno dovuta a perdite e infiltrazioni”.

Le verifiche interesseranno sia materiali recuperati in queste ore dai pompieri sia i lavori effettuati negli anni scorsi che hanno interessato le facciate e lo stesso tetto della chiesa. Ma per avere una relazione tecnica avanzata da parte dei pompieri bisognerà attendere diversi giorni. Una preliminare, se richiesta dalla Procura, potrebbe invece essere pronta in un paio di giorni. Intanto emerge che i lavori di restauro erano stati fatti due anni fa “con molta precisione – ricorda il cardinale Francesco Coccopalmerio titolare della chiesa – Sono cose che credo nessuno possa prevedere. Mi hanno detto che non c’era nessuna avvisaglia”.

La Cna di Roma, per bocca del suo presidente Michelangelo Melchionno, si è rivolta oggi a tutte le istituzioni “affinché si attivino per sviluppare una più efficace azione di conservazione e valorizzazione dei monumenti, testimoni della nostra storia e della nostra arte. Chiediamo che tutte le amministrazioni competenti e la Camera di Commercio di Roma si impegnino in una opera di sollecito restauro della Chiesa di San Giuseppe alla quale anche gli artigiani romani, in particolare i falegnami, sono pronti a dare il loro contributo”.(Fonte ANSA).

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