12 Giugno 2021
Il meteo a Roma

Da oggi Italia più in lockdown, ma ok seconde case

Anche se fuori regione. In Italia 5,6 milioni di seconde case

I controlli della polizia di Stato

Per addolcire un po’ il lockdown morbido che da oggi vige di nuovo in quasi tutta Italia – con 2 regioni rosse e 12 arancioni – c’e’ il permesso di andare nelle seconde case.

Palazzo Chigi ha chiarito che in base al nuovo Decreto del presidente del Consiglio (Dpcm) saranno raggiungibili anche fuori della propria regione.

Le case in Italia sono circa 34,8 milioni, secondo una recente rilevazione dell’Agenzia delle Entrate, di cui poco piu’ di 32 milioni di proprieta’ di persone fisiche e 2,7 milioni di soggetti diversi (imprese ed enti). Circa il 77% delle famiglie abita in una casa di proprieta’, un vero record in Europa. Le abitazioni in affitto sono circa 3 milioni e 300 mila, per lo piu’ concentrate nelle grandi citta’. Meno di un milione di queste e’ concesso ad uso gratuito, per esempio a figli o familiari, e circa 5,6 milioni sono tenute complessivamente a disposizione e rappresentano le cosiddette seconde case. Il dato si mantiene piu’ o meno costante nel corso degli anni dalle analisi dello Stock immobiliare in Italia diffuso dall’Agenzia delle Entrate, secondo cui le abitazioni di proprieta’ delle persone fisiche sono utilizzate come casa principale nella stragrande maggioranza dei casi e per oltre il 17 per cento come seconde case. La quota di abitazioni non destinata alla residenza di famiglie (differenza tra numero di abitazioni e numero di famiglie sul totale delle abitazioni) mette in evidenza delle differenze territoriali: al Sud la percentuale e’ pari al 32%, al Nord si attesta intorno al 23% mentre al Centro e’ inferiore al 20%. La spiegazione piu’ probabile, secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia delle Entrate, e’ legata al fatto che nel Mezzogiorno si concentrano sia territori a vocazione turistica e quindi caratterizzati da una maggiore presenza di seconde case sia territori, soprattutto nelle zone interne, colpiti da fenomeni di migrazione o vero e proprio spopolamento. Nelle grandi citta’ la quota di case a disposizione e non abitazione principale rappresenta il 7,4% a Roma, l’8,3% a Milano ed il 7,8% a Napoli.

“Le ordinanze sono costruite sulla base di dati oggettivi e indirizzi scientifici – ricorda il ministro della Salute Roberto Speranza -. Hanno la finalita’ di contenere il contagio in una fase espansiva dell’epidemia. Per questo rispettarle e’ decisivo se non si vuol perdere il controllo del contagio”. E cosi’ da domani fino al 5 marzo diffuse chiusure di attivita’ commerciali, piscine e palestre, autocertificazioni per gli spostamenti, coprifuoco dalle 22 alle 5, asporto dai bar solo fino alle 18. Nelle zone gialle invece nei giorni feriali riapriranno i musei con accessi contingentati. Il divieto di spostamento tra regioni durera’ fino al 15 febbraio, mentre un miraggio rimane al momento la zona bianca – con tutto riaperto -, nuova invenzione cromatica per la quale bisognera’ aspettare un calo drastico della curva. Fanno eccezione le seconde case.

Come anticipato dal Corriere della Sera, fonti di Palazzo Chigi hanno confermato che “e’ comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione” e, diversamente dal decreto di Natale, non e’ specificato il divieto degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra Regione, che si trovi in una regione in fascia gialla, arancione o rossa. L’unico limite riguarda il fatto che potra’ spostarsi soltanto il nucleo familiare. In Valle d’Aosta spostamenti consentiti dalle 5 alle 22 su tutto il territorio regionale, capoluogo compreso: e’ quanto prevede un’ordinanza del presidente della Regione Erik Lavevaz, dopo la collocazione in zona arancione.

Intanto nell’ultimo giorno, giallo per tutti, prima della nuova stretta, nelle grandi citta’ molta gente in strada, specie nelle regioni che da domani saranno arancioni o rosse.

A Roma vigilia spensierata con gruppetti di turisti e sul litorale famiglie in gita. A Torino vie del centro affollate e calca sotto i portici, code fuori dai negozi e dehors dei bar al completo. Per Lazio e Piemonte arriva la zona arancione.

In aumento i controlli delle forze dell’ordine. Sono 1.364 le persone sanzionate e 19 quelle denunciate ieri – in salita rispetto alla media del periodo -, secondo il ministero degli Interni. Sono stati controllati 16.274 attivita’ o esercizi commerciali, 106 titolari sono stati sanzionati, 29 locali sono stati chiusi. Cifre sulle quali probabilmente incide la protesta dei ristoratori #ioapro.

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