Degrado: Celio, tra buche e rifiuti abbandonato da tempo

La sconsolata denuncia della portavoce dell’associazione ‘’Celio aperto’’ che sottolinea un grave peggioramento negli ultimi mesi

photo credit: celio aperto

“Potrebbe essere una cartolina della città e invece purtroppo oggi è un rione in totale stato di abbandono”. Il viaggio del ‘Corriere della Sera’ nella città-groviera continua e passa dal Celio, quartiere tra i più i turistici della Capitale. Il Colosseo è ben visibile quasi da ogni strada, ma non conviene alzare troppo lo sguardo perché altrimenti il rischio di inciampare è alto.

“I marciapiedi sono un disastro, così come le strade piene di buche. Si va avanti per rattoppi, ma così bastano due o tre giorni di pioggia e l’asfalto si sgretola di nuovo”, è il commento a ‘Il Corriere della sera’ di Silvia Franca Cipriani, portavoce del gruppo ‘Celio aperto’, oltre 500 persone tra residenti e lavoratori con un obbiettivo preciso: far ritornare il loro rione bello e vivibile come era una volta.

“Negli ultimi anni la situazione è andata peggiorando, ma questo è sempre stato un bellissimo posto dove vivere. La manutenzione ora è praticamente inesistente, bisogna avere però – sostiene Cipriani – l’onestà di dire che spesso è colpa anche dei cittadini, soprattutto dei più giovani. Purtroppo non sono attenti al bene comune”.

La sporcizia è evidente in molti angoli del quartiere. Si incontrano poi motorini e biciclette abbandonate, ma ciò che più impressiona è lo stato delle strade. I marciapiedi di via Claudia sono invasi dalle erbacce, cosi come è diventato davvero complicato camminare in via Santo Stefano della Croce.

Non si contano più ormai le voragini in via Marco Aurelio, via Celimontana, via Ostilia e via Annia. In via Capo d’Africa una rete arancione da mesi occupa cinque posti auto. E poi ci sono i tombini pericolanti, come quello di fronte al passo carrabile dell’ospedale militare, transennato solo grazie all’insistenza del gruppo ‘Celio Aperto’ che dal 2018 promuove iniziative di riqualificazione attraverso un piccolo contributo da parte di ogni cittadino.

“È il nostro quartiere, la mia famiglia vive qui dal 1938. Fa male vederlo cosi, per questo abbiamo deciso di rimboccarci le maniche in ogni modo, anche con iniziative solidali nei confronti delle persone più bisognose”, spiega Cipriani. “Noi continuamente segnaliamo gli interventi al Municipio (il Primo, ndr), la risposta che quasi sempre ci viene data però è che le risorse sono insufficienti. Se si va avanti cosi le cose andranno sempre peggio”. Come se non bastasse poi, c’è anche un problema di sicurezza: “Spesso vengono saccheggiate e danneggiate le auto dei turisti. Al commissariato di via Marco Aurelio si incontrano persone che denunciano furti. Il problema è che ci vorrebbe una presenza più massiccia delle forze dell’ordine”.

Non va meglio con le fontane secche. “Ce n’è una in via Celimontana davvero bellissima e abbandonata, mentre per fortuna quella di via San Gregorio – dice Cipriani – deturpata dai vandali, è stata subito restaurata nel giro di pochi mesi. Peccato non accada con le strade, ma noi non molliamo perche il Celio non può essere lasciato al degrado e all’abbando’’.

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